Tutti i riflettori sono su Tesla ma la "vecchia" Ford Motor si prende la sua rivincita, anche a Wall Street, dopo avere presentato una trimestrale a due facce, accompagnata però dal ritorno allo stacco di cedole, da una guidance migliorata e anche da una ventata d'ottimismo per quanto riguarda la crisi dei chip. "La disponibilità di semiconduttori rimane una sfida ma è notevolmente migliorata rispetto al secondo trimestre", ha sottolineato il colosso di Dearborn annunciando risultati relativi al terzo trimestre che, tra l'altro, segnano il ritorno alla profittabilità in Sudamerica per la prima volta dal 2013. Abbastanza per far volare il titolo al Nyse. Nel mercato esteso, infatti, Ford scambiava in rally di oltre il 9% a Wall Street.

Ford si prende una rivincita. Titolo buy grazie a ritorno dividendi

Dopo la seduta di mercoledì (chiusa con una perdita del 2,70% al Nyse), Ford poteva vantare già un rimbalzo dell'82% da inizio 2021. Settimana scorsa il titolo aveva toccato i massimi degli ultimi sei anni in scia alla promozione a buy da parte di Credit Suisse. Dan Levy, analista dell'istituto elvetico, aveva anche alzato il target price da 15 a 20 dollari (in premarket Ford si muoveva poco sotto i 17 dollari). Lo stesso Levy che a inizio 2020 aveva declassato Ford, sostenendo che faticava nel gestire "due orologi", quello dell'esecuzione nel breve periodo e quello delle trasformazioni del settore in un orizzonte temporale più ampio. "Eppure nell'ultimo anno abbiamo assistito a una significativa inversione di tendenza. Ford ha messo fine a una serie di utili trimestrali deludenti e ha accelerato con forza la sua transizione verso un mondo elettrico-digitale", scriveva Levy.

Ford è buy e migliora la la guidance per la seconda volta quest'anno

Accelerazione che Ford ha sancito mercoledì, migliorando l'outlook per la seconda volta quest'anno. La nuova guidance è di un utile rettificato prima delle tasse compreso tra 10,5 e 11,5 miliardi di dollari nell'intero esercizio, contro i 9-10 miliardi stimati in luglio (quando già aveva alzato l'asticella di 3,5 miliardi). Miglioramento dell'outlook che arriva, per altro, nonostante il chief financial officer John Lawler in precedenza avesse dichiarato che il secondo semestre sarebbe stato peggiore del primo. E in parte così è stato, visto che nel terzo trimestre Ford ha registrato profitti netti in calo da 2,4 miliardi di dollari, pari a 60 centesimi per azione, a 1,8 miliardi, e 45 centesimi. Su base rettificata l'eps si è attestato a 51 centesimi, ampiamente sopra ai 27 centesimi del consensus di FactSet. I ricavi sono scesi del 5% annuo a 35,7 miliardi di dollari, sotto ai 38,2 miliardi stimati dagli analisti.

Boom di domanda e Ford torna ai dividendi. I primi da marzo 2020

Se a livello di gruppo criticità rimangono, va notato però che il core business corre a pieno regime. I ricavi dal solo automotive, infatti, si sono attestati a 33,21 miliardi di dollari, contro i 32,54 miliardi del consensus di Refinitiv. Risultato che Ford ha spiegato con il boom della domanda di modelli più recenti come il Suv Bronco e la muscle car a zero emissioni Mustang Mach-E, che potrebbero raggiungere le 200.000 unità vendute a livello globale nell'anno. "Credo che abbiamo il piano giusto per guidare la crescita e sbloccare un valore senza precedenti", ha detto agli investitori il chief executive Jim Farley. “Già si vede nel cambiamento della tendenza negli utili e nel flusso di cassa, ma c'è altro in arrivo", ha aggiunto. Segnali positivi per gli investitori che sono stati confermati dall'annuncio dello stacco di una cedola di 10 centesimi per azione nel quarto trimestre. Ford aveva smesso di pagare dividendi nel marzo 2020, dalle prime avvisaglie della pandemia. (Raffaele Rovati)