GlaxoSmithKline (Gsk) si prende la sua rivincita sul vaccino contro il Covid-19. La big pharma britannica ha infatti annunciato i risultati del suo farmaco, sviluppato insieme alla canadese Medicago, che segna un significativo cambio di passo rispetto ai trattamenti finora più utilizzati, quelli basati sulla tecnologia dell'Rna messaggero di Pfizer-BioNTech e Moderna e il più "tradizionale" di AstraZeneca. Il vaccino di Glaxo, infatti, è composto da Virus-Like Particles (Vlp, particelle simili a virus), progettate per imitare la struttura nativa dei virus, consentendo loro di essere facilmente riconosciute dal sistema immunitario. Poiché mancano di materiale genetico di base, non sono infettive e non sono in grado di replicarsi. Un vaccino senza "manipolazione genetica" che forse convincerà anche i no-vax.

Rivincita sul vaccino per Covid-19. Glaxo convincerà anche i no-vax?

No-vax e vegani visto che, a differenza dei vaccini tradizionali (sviluppati a partire da tessuti animali), quelli a Vlp sono appunto plant-based, derivati da vegetali. E non si tratta neppure, per confutare un'altra delle tesi più in voga tra i negazionisti del coronavirus, di una tecnologia sperimentale. Le Vlp si studiano da oltre 30 anni (Medicago lo ha fatto per lo meno per un ventennio) e sono già utilizzate in vaccini autorizzati e distribuiti (come quelli contro i virus del papilloma umano: uno dei quali prodotto proprio da Glaxo). Novavax e Medicago stanno anche testando vaccini anti-influenzali basati sulle Vlp.

Efficacia al 75,3% contro la Delta per il vaccino di Glaxo e Medicago

A differenza degli attuali vaccini, che sono stati testati sostanzialmente solo sulla versione originaria del Covid-19, quello di Medicago e Gsk è stato provato con tutte le varianti successive, Delta compresa (l'Omicron non era ancora emersa quando lo studio era di fatto già ultimato). E il risultato è stato di un'efficacia generalizzata e del 75,3% contro infezioni da Covid-19 di qualsiasi gravità causate dalla Delta. Testato su 24.000 adulti sopra i 18 anni in sei nazioni, il vaccino è stato ben tollerato e non sono stati segnalati eventi avversi gravi correlati alla somministrazione. Medicago e Glaxo hanno sottolineato che la presentazione della richiesta di autorizzazione a Health Canada (il ministero della Salute di Ottawa) è imminente.

Niente "manipolazione genetica" per la rivincita di Glaxo nel vaccino

Buone notizie e una rivincita per Glaxo, inizialmente data per sconfitta nella corsa alla cura del Covid-19. Sconfitta ancora più amara se si considera che il gruppo britannico è uno dei leader del settore. I quattro maggiori produttori al mondo di vaccini nel 2020 sono stati infatti proprio Gsk, Sanofi, Merck & Co. e Pfizer, unica finora in grado di festeggiare grazie alla scelta di affiancare la tedesca BioNTech e la rivoluzionaria tecnologia dell'Rna messaggero, finora indiscussa trionfatrice. Glaxo, però, ora spera di recuperare il terreno perduto e, anzi, di prendersi una bella rinvincita sulle rivali. (Raffaele Rovati)