Se la crisi dei mutui subprime aveva fatto da catalizzatore a una vera e propria rivoluzione per il credito della Svizzera, con l'abolizione di fatto del segreto bancario, un'altra rivoluzione si prepara nella Confederazione elvetica e sotto accusa finiscono davvero per la prima volta i manager degli istituti. I recenti scandali Greensill Capital e Archegos Capital, che hanno travolto Credit Suisse, hanno fatto da accelerante a un processo che probabilmente sarebbe arrivato comunque. Quel che è certo è che oggi in Parlamento si è arrivati a discutere del tema.

Rivoluzione in Svizzera. Banchieri sotto accusa

"I direttori delle banche non si assumono la responsabilità delle loro azioni perché non ce n'è bisogno. Non ci sono sanzioni reali per la cattiva gestione", ha sottolineato a Reuters il deputato Gerhard Andrey, membro dei Grüne (i Verdi). "Gli scandali che hanno colpito il Credit Suisse, dal Mozambico a Greensill, stanno danneggiando la reputazione della Svizzera. Abbiamo proposto una riforma. Questo significherebbe che se qualcosa va storto il manager ne dovrebbe rispondere", ha aggiunto.

Banchieri nel mirino dopo scandali Credit Suisse

La vicenda del Mozambico, partita nel 2013, aveva visto coinvolta Credit Suisse insieme alla russa Vtb. Il cosiddetto scandalo dei Mozambican Tuna Bond riguardava oltre 2 miliardi di dollari di finanziamenti legati al costruttore navale Privinvest. Scandalo che ha già avuto le sue sentenze in Usa su accuse di corruzione e riciclaggio. Ben più noti in Europa i crac della britannica Greensill e dell'americana Archegos. Per un conto di oltre 15 miliardi di dollari per Credit Suisse, che negli ultimi trimestri ha anche dovuto iscrivere a bilancio svalutazioni sulla sua partecipazione nell'hedge York Capital Management senza contare le centinaia di milioni di dollari di sanzioni che ancora sta pagando in Usa per la crisi dei subprime.

Anche Finma favorevole a dibattito su nuove norme

Un portavoce della Finma (l'autorità svizzera di vigilanza sui mercati finanziari) ha dichiarato a Reuters di avere accolto con favore il dibattito sulla possibile ottimizzazione delle "questioni di responsabilità personale" dei banchieri. La Finma ha anche ammesso che altri centri finanziari globali "vanno molto oltre la Svizzera" in questo senso. L'attualità normativa elvetica prevede sanzioni e punizioni per i manager, come il divieto a operare. Divieto che però viene applicato solo se c'è un collegamento diretto tra il manager e l'illecito. Non è responsabilità sufficiente il fatto che un manager ricoprisse un incarico di comando quando sono avvenuti gli illeciti.  

Riforma difficile. Per Sba rigorosa attuale supervisione

Come nota Reuters, però, è tutt'altro scontato che una riforma sulla responsabilità dei banchieri possa concretizzarsi in Svizzera. Secondo la Swiss Bankers Association (Sba) l'attuale supervisione è equilibrata e rigorosa e ogni miglioramento dovrebbe tenere contro delle "peculiarità" del credito elvetico. “C'è un sentimento condiviso sul fatto che un forte polo finanziario sia parte integrante della Svizzera, proprio come gli orologi o il cioccolato. Gran parte della popolazione trae profitto dal denaro che arriva", ha ricordato a Reuters Dominik Gross della Swiss Alliance of Development Organisations.

(Raffaele Rovati)