Mercato dei capitali in crisi con l'attacco russo ai danni dell'Ucraina. Il balzo delle materie prime, l'avvio della fase restrittiva delle banche centrali e il netto calo dell'azionario stanno creando un ambiente sfavorevole per le società come Saipem e Banca MPS che necessitano di mezzi freschi.

Balzo Saipem su rumor aumento di capitale in stand by

Forte balzo in avanti oggi per il titolo Saipem in scia alla nuova accelerazione del prezzo del petrolio e soprattutto alle indiscrezioni di stampa. Eni e CDP, azionisti di riferimento della società (con quote rispettivamente del 30,4% e 12,6%), hanno la possibilità erogare in anticipo 1,5 miliardi di euro dei 2 miliardi complessivi dell'aumento di capitale da eseguire per salvare il gruppo. È quanto raccolto da Reuters tramite alcune fonti, le quali aggiungono che Eni e CDP possono contare sull'appoggio di un gruppo di banche. La ricapitalizzazione viene rimandata a tempi migliori di quelli attuali, caratterizzati dall'eccessiva volatilità dovuta alla guerra in Ucraina. Inoltre Eni sembra pronta a fornire la garanzia su un prestito bancario bridge-to-equity da 855 milioni di euro, per poi essere avvicendata nel ruolo di garante da SACE.

Russia-Ucraina: MPS aggiorna piano strategico e aumento

Anche la ricapitalizzazione di Banca MPS potrebbe essere in qualche misura influenzata dalle attuali turbolenze. L'istituto senese si è impegnato a inviare alla BCE un aggiornamento del piano di rafforzamento patrimoniale entro fine mese. Ma lo scoppio del conflitto Russia-Ucraina potrebbe indurre il management a modificare alcuni dettagli del piano originario, in particolare l'entità dell'aumento di capitale. Il piano prevede un'operazione da 2,5 miliardi di euro ma già dopo il fallimento delle trattative con Unicredit (e l'avvio dei negoziati con DG Comp per un'estensione del termine per l'uscita del Tesoro da Rocca Salimbeni) erano circolate voci su un incremento a 3,5 miliardi.

MPS, novità in estate

Il nuovo a.d. Luigi Lovaglio sta conducendo un'analisi sui conti di MPS e dovrebbe presentare i risultati tra giugno e luglio: pertanto il piano di rafforzamento da presentare entro fine mese sarà ulteriormente aggiornato in estate. Verosimilmente conterrà nuove indicazioni sull'aumento di capitale alla luce dell'evoluzione dei mercati condizionata dalla guerra in Ucraina. Parallelamente il Tesoro (che ha il 64% del capitale) continua a trattare con la Commissione UE per ottenere una proroga oltre il 2023 del termine per l'uscita dall'azionariato della banca senese.

(Simone Ferradini)