Che il settore del trasporto aereo sia stato uno dei più colpiti dalla pandemia di coronavirus è evidente. Forse è meno evidente come si sta avviando a uscire dalla crisi del Covid-19: profondamente trasformato e con le low-cost come indiscusse vincitrici. Tra le dichiarazioni bellicose di Ryanair, per certi versi più vicina ai cospirazionisti della cosiddetta "didattura sanitaria", e quelle più caute della rivale easyJet, l'estate che va a concludersi ha visto trionfare proprio i vettori low-cost, più legati alla ripresa del turismo rispetto alle ex compagnie di bandiera. I colossi dei cieli, infatti, hanno un business decisamente più dipendente dalle attività corporate e telelavoro e tagli ai costi delle missioni non hanno certo riportato il settore ai livelli pre-pandemici.

Low-cost easyJet e Ryanair escono vincitrici da crisi del Covid-19

Come ricorda la Cnbc, a inizio mese l'International Air Transport Association (Iata) aveva sottolineato che sia i voli internazionali che quelli nazionali erano cresciuti in luglio rispetto a giugno. Pur restando ampiamente sotto ai livelli pre-pandemici. Solo in Europa il traffico passeggeri era ancora in calo del 56,5% rispetto al luglio 2019. Va poi fatto un distinguo tra voli internazionali e rotte più brevi. "I risultati di luglio riflettono il desiderio delle persone di viaggiare durante l'estate dell'emisfero settentrionale. Il traffico nazionale è tornato all'85% dei livelli pre-crisi ma la domanda internazionale ha recuperato solo poco più di un quarto dei volumi del 2019", spiegava Willie Walsh, direttore generale della Iata. Problema legato soprattutto alle restrizioni imposte dai governi. Restrizioni più rigide sui voli intercontinentali, in gran parte prerogativa di colossi come Lufthansa o British Airways (per restare nel Vecchio Continente).

Rivoluzione trasporto aereo. Low-cost vincitrici nonostante aiuti

Non sorprende, quindi, che le low-cost escano trionfatrici, visto che il loro core business è proprio sulle tratte più brevi. Locali o comunque interne alla Ue. Da parte sua easyJet aveva dichiarato di attendersi di volare fino al 60% dei suoi livelli del 2019 nei tre mesi tra luglio e settembre, contro il 45% di International Airlines Group (Iag, gruppo nato dall’integrazione di Iberia in British Airways). L'altro big Lufthansa stima di arrivare al 40% dei suoi livelli del 2019 nell'intero 2021, contro il 67% cui punta invece Ryanair, che già in marzo usava toni trionfalistici, nel suo esercizio (che terminerà però nel marzo 2022).

Più opportunità dalla crisi del Covid-19 per easyJet e Ryanair

Per assurdo le iniezioni miliardarie di liquidità ottenute dai giganti Iag, Lufthansa, Air France-Klm si trasformano in un'arma a doppio taglio. Come nota Laura Hoy, analista di Hargreaves Lansdown citata dalla Cnbc, gli aiuti non hanno sostenuto la crescita. E sono arrivati con un sacco di condizioni, a partire dalla stretta sui dividendi. “Vedremo vettori come easyJet in grado di cogliere più opportunità. Il che significa potenzialmente ottenere più slot ma anche essere in grado di spostare la propria flotta più rapidamente per sfruttare la domanda", ha sottolineato Paul Charles, chief executive di The Pc Agency, intervistato lunedì nel programma della Cnbc Squawk Box Europe. Rivoluzione testimoniata anche dal recente tentativo di Wizz Air di scalare easyJet e dal rifiuto di quest'ultima. Mosse dettate dalla volontà di sfruttare una congiuntura che vede proprio le low-cost protagoniste. (Raffaele Rovati)