Saltano i negoziati per la fusione tra Carrefour e Auchan. Non riesce a ingranare il consolidamento del settore della grande distribuzione in Europa ma anche dall'altra sponda dell'Atlantico. In gennaio, infatti, sempre Carrefour aveva rinunciato a discutere l'integrazione con la canadese Alimentation Couche-Tard. In quel caso, però, ci si era messo di mezzo anche lo Stato, con il governo francese non proprio felice di vedere l'ingresso di un gruppo straniero in uno dei suoi gioielli. Ora la partita si giocava in casa ma, secondo quanto riportato sabato da Le Figaro, il primo ostacolo su cui le trattative si sono bloccate è stata la compagine azionaria, troppo complessa in termini di valutazione e struttura.

Saltano i negoziati per la fusione tra Carrefour e Auchan

Come nel caso di Couche-Tard, per altro, la preda sarebbe stata Carrefour, considerando la potenza di fuoco di Auchan, che è controllata dalla famiglia Mullez, un gigante proprietario anche del gruppo Adeo (Leroy Merlin, Weldom, Bricocenter, Zodio e Bricoman), come pure di Decathlon ma anche di marchi di moda (Pimkie), di catene di librerie, di centri di autoriparazioni. Secondo fonti citate da Reuters, Auchan avrebbe offerto 21,50 euro per azione Carrefour, pari a un premio del 30% rispetto ai recenti corsi di Borsa e per una valutazione della società di 16,8 miliardi. La proposta avrebbe previsto una componente in contanti pari al 70% del totale mentre il rimanente 30% sarebbe stato conferito in titoli dell'entità post-fusione.

Fusione tra Auchan e Carrefour troppo complessa per valutazione

I negoziati tra Carrefour e Auchan in realtà andavano avanti già dalla scorsa primavera ed erano tornati d'attualità a fine settembre quando era stato Le Monde a indicare l'esistenza concreta di una trattativa all'interno di una più ampia valutazione da parte di Alexandre Bompard, chief executive di Carrefour, in merito alle opportunità di consolidamento per il settore. In giugno Carrefour aveva dichiarato di avere iniziato a considerare per esempio possibili cessioni o aggregazioni delle sue controllate estere ma finora non ha ceduto alcun asset. E sarebbe stato proprio Bompard a raccomandare il dietrofront alla commissione che stava studiando il dossier.

Non decolla il consolidamento del retail. Protagonisti sono i private

"Pensiamo che ci sia il potenziale per ulteriori offerte da Auchan o almeno cessioni di asset strategici", hanno sottolineato gli analisti di Bernstein. Quel che è certo è che il consolidamento della grande distribuzione non riesce a decollare. Prima dello scoppio della crisi del Covid-19 Sainsbury’s aveva tentato di acquisire Asda, terzo maggiore retailer di alimentari della Gran Bretagna (dopo Tesco e Sainsbury’s appunto) di proprietà di Walmart. Asda era poi finita ai fratelli Issa (miliardari di origine indiana che hanno fatto le loro fortune con le stazioni di rifornimento) e al private equity Tdr Capital. Alla fine proprio i private sembrano essere i protagonisti del settore. Non a caso, Clayton Dubilier & Rice settimana scorsa si è aggiudicato l'asta indetta dal Takeover Panel britannico per l'acquisizione di Wm Morrison Supermarkets (Morrisons), che è invece il quarto maggiore operatore di supermarket di Gran Bretagna. (Raffaele Rovati)