La pandemia di coronavirus ha colpito duramente il retail d'abbigliamento, causando chiusure forzate (e in diversi casi definitive) di punti vendita e costringendo tutti i player a trasferirsi sull'online. Per Euromonitor il declino del settore è stato complessivamente del 17% nel 2020 e se per la società di ricerca londinese il 2021 dovrebbe regalare un 11% di recupero, assai più pessimista è l'outlook di McKinsey, che prevede un ulteriore contrazione del 15% rispetto al 2020. Scenario non incoraggiante. Eppure c'è chi è riuscito meglio degli altri a parare i colpi di questa crisi senza precedenti. Si tratta di Industria de Diseño Textil (Inditex), che esce dalla pandemia mantenendo saldamente la leadership globale del settore.

Il segreto di Zara? Sint, piattaforma per la gestione delle scorte

E qual è il segreto della capogruppo di Zara? Solo la giapponese Fast Retailing è riuscita a tenere il passo del big spagnolo (oltre a Zara controlla anche le catene Massimo Dutti, Bershka, Oysho, Pull and Bear e Stradivarius), grazie a una crescita superiore alle attese legata in parte all'espansione internazionale del suo marchio Uniqlo. In generale, però, Inditex non ha avuto rivali e la sua arma in più è stata la gestione delle scorte di magazzino. In un mondo sempre più globalizzato, caotico e bulimico, la supply chain è oggi ancora più che in passato uno dei fattori chiave nel successo di un'azienda (a testimoniarlo c'è un altro big che in termini di controllo del suo magazzino non teme confronti come Apple). Come già chiaro sin dall'inizio della pandemia il principale problema dei retailer fisici è stato capire che cosa farsene di scorte ammassatesi nei periodi di inattività che in tempi normali sarebbero state esaurite grazie ai saldi.

Il titolo Inditex ancora non riflette il valore della digitalizzazione

La soluzione Inditex se l'è fatta in casa con una complessa digitalizzazione che già ha dato i suoi frutti nel 2020, come evidenziato dai risultati del primo trimestre dello scorso esercizio. Tra le iniziative che meglio riassumono i vantaggi della piattaforma digitale proprietaria di Inditex c'è Sint. "Oltre a gestire la vendita diretta ai clienti, i negozi stanno preparando gli ordini di e-commerce dai propri magazzini, completamente integrati con l'online", spiegava Inditex. Modello virtuoso che, nota Barron's, non si rifletti ancora sul valore del titolo Inditex. Nonostante l'impatto rivoluzionario. Attraverso l'utilizzo di tecnologia Rfid, Sint è infatti in grado di identificare e tenere traccia delle etichette dei singoli capi che si trovano nei magazzini o sugli scaffali dei negozi. Facendo in modo che tutta la merce sia parte di un unico inventario. "Sint porterà a ulteriori miglioramenti in markdown e costi di distribuzione, creando un vantaggio di margine strutturale che il mercato ancora non prezzA", nota Aneesha Sherman, analista di Bernstein Research, che giudica outperform Inditex e prevede possa apprezzarsi fino a 33,20 euro (attualmente il titolo scambia intorno a 28 euro a Madrid).

(Raffaele Rovati)