Venerdì sera, uno dei peggiori "miss" della storia dei Payrolls USA (non sono andato a controllare, ma certamente 736.000 nuovi occupati in meno rispetto alle attese è abbastanza in alto in classifica) è stato salutato dai mercati con il nuovo record per l'S&P 500 (+0.74% a 4.232 punti) e i rendimenti in salita di un bp. Etichettare la reazione come "bad news is good news" racconta solo metà della storia. Certo,  numeri del genere sono lontani mille miglia dal "substantial further progress" richiesto da  Powell per iniziare a  parlare di tapering. In questo senso, non ci piove che eventuali convulsioni legate al  timore di una riduzione degli acquisti FED sono premature (il cosiddetto taper tantrum osservato nel 2013).

Ma l'effimerità della reazione dei tassi ci racconta anche altro.  E  cioè che il mercato vede questo flop a metà tra una distorsione, ed una pausa dovuta alla difficoltà  delle  aziende di trovare manodopera. Il che è inflattivo (vedi reazione dei breakeven inflation) e sintomo di un economia comunque robusta. Il ritardo nell'adeguarsi dell' occupazione (che è comunque una variabile "lagging") non fa che prolungare la ricreazione,  vista come periodo in cui la politica monetaria resta eccezionalmente supportiva. Infatti la curva monetaria ora ha rinviato il  primo rialzo di qualche mese, ad agosto 2023.

La seduta asiatica è partita  con un tono abbastanza costruttivo. I principali indici mostrano progressi, in alcuni casi (Seul + 1.6%, Sydney +1.3%) più che decenti. Fanno eccezione, come spesso di recente, le "H" shares cinesi, in moderato calo, mentre Hong Kong è rimasta al palo. Tra i motivi ancora  i timori di un aumento delle misure restrittive per  il  comparto tecnologico. Meituan ha perso il 7% dopo che il  CEO ha pubblicato e poi cancellato un post che poteva essere interpretato  come critico del regime ( link ). Il timore è che faccia la fine di Jack Ma.

Sul fronte macro, bene la business confidence di aprile in Australia  (26 da 17, 32 le business conditions, da 24), e bene la Consumer Confidence in Indonesia (101.5 da 93.4). In Cina forse un po' di apprensione per il CPI di aprile in uscita domani, e i dati sugli aggregati monetari e di credito in pubblicazione in settimana.

La seduta europea è iniziata con un sentiment discreto, e le banche a trainare. Col procedere della mattinata la situazione è diventata più idiosicratica: il  settore bancario ha preso ulteriore forza dalla tendenza a salire dei rendimenti e dal fermento sul  settore bancario italiano, per  le  indiscrezioni su Montepaschi e Unicredit e quelle su popolare Milano ( link ) . Il resto del mercato invece ha restituito  i guadagni, frenato dal tech, nuovamente pesante.

L'unico dato previsto in mattinata era il Sentix investor confidence di maggio, che ha  mostrato un buon incremento (21. da 13.1) trainato dalla situazione coincidente (6.3 da -6.5) con le expectations sempre elevate (+2 a 36.8).

Sul fronte cambi, importante movimento della sterlina, che ha registrato parecchio sollievo dal mancato raggiungimento della maggioranza assoluta da  parte del Partito nazionalista scozzese alle elezioni politiche. Questo rende più  improbabile la richiesta di un secondo referendum sull'indipendenza della Scozia (almeno così ritiene il mercato). La  divisa  UK  può  anche aver ottenuto supporto dal successo dei Conservatori nella serie di elezioni locali.  Questo può portare ad un aumento della spesa  fiscale.  Ma secondo alcuni anche ad un atteggiamento più duro nei confronti dell'EU, con cui già  le dispute non mancano. Il resto dei cambi ha mostrato davvero poca inerzia.

Sul fronte periferici dopo una partenza difficile, buon recupero,  con gli spread in progressivo calo trainati dal BTP, che infine vede una giornata di domanda. La concomitanza di news sul fronte bancario, BTP e buone trimestrali ha offerto a Piazza Affari una giornata di outperformance.

Nel pomeriggio non erano previsti dati in US, e il mercato è finora rimasto  totalmente chiuso tra la buona vena di Banche, Energy, consumers e altri ciclici, e quella pessima di certa tecnologia ad alti multipli che ha ripreso a zavorrare il Nasdaq.

L'impressione è che qui abbiamo 2 fenomeni al lavoro:

  1. una rotazione settoriale ancora a favore di ciclici, reopening businesses e banche, e via da teccnologia e big caps ad alti multipli;
  2. una progressiva  ritirata/capiutulation dei retail investors, che stanno abbandonando i loro campioni come Electric Vehicle (Tesla, Nio e compari), alcuni social (Twitter, Pinterest e compari), Semiconduttori, Cloud, Clean Energy, Cybersecurity, Crypto Mining e qualche lockdown business tipo Zoom (solo per citarne alcune tipologie). Chiaro che nel processo stanno buttando via il bambino con l'acqua sporca. Ma al momento è  dura mettersi contro.

Il risultato è che il Dow guadagna lo 0.7%, il Nasdaq 100 perde 1.3%, Faang e Sox ben oltre il 2%.

La chiusura europea vede i principali indici del Nord Europa poco mossi, mentre Milano e Madrid capitalizzano l'alto peso di banche  e il  ritorno a stringere degli spread.  Euro grossomodo stabile, rialzo rendimenti core e calo dei rendimenti periferici completano il quadro. Tra le commodities, dopo una partenza sprint abbiamo avuto generale correzione, tranne l'oro, che continua a recuperare.

In settimana non mancano gli appuntamenti rilevanti.

Domani abbiamo il citato CPI cinese di aprile, e in US il  NFIB small business optimism, all'interno del quale  sarà osservato speciale  il sottoindice che  misura le difficoltà a reperire manodopera. parleranno inoltre i membri FED Williams, Brainard e Daly

Mercoledì è dominato dal CPI USA di aprile,  importante non per capire quando la FED farà  tapering, visto che se ne frega, ma quanto saliranno ulteriormente le attese di inflazione, facendo scendere i tassi reali. In EU abbiamo gli earnings di Allianz, DB, Bayer tra  gli altri.

Giovedì abbiamo i soliti sussidi di disoccupazione in US, rilenvanti, visto il flop dei payrolls. E i  prezzi alla produzione USA di aprile, interessanti per motivi analoghi al CPI.

Venerdì chiudiamo con le Retail Sales e la  produzione industriale USA di aprile.

EVANS: GOING TO TAKE "QUITE SOME TIME" FOR FED TO SEE ENOUGH DATA TO SHIFT POLICY