Nei commenti dei giorni scorsi, abbiamo già avuto modo di identificare il movimento in atto come una fase di vera correzione del forte trend rialzista post-pandemico del mercato azionario USA, misurato dall’indice che più lo rappresenta, SP500. 

Uno spettacolare trend rialzista, partito il 23 marzo 2020, al culmine del panico suscitato dai lockdown globali, decretati quando fu dichiarata la pandemia e che mandarono rapidamente in recessione quasi tutto il mondo. Da quota 2.192, raggiunta con uno spettacolare ribasso di un solo mese, partì un rialzo che in poco più di 21 mesi elevò l’indice SP500 fino al massimo storico di quota 4.819, che in percentuale fa un clamoroso +119,8%.

Era il 4 gennaio scorso, e quel giorno i mercati scoprirono dai verbali della riunione della FED del 15 dicembre 2021 che il comitato che delibera insieme al Presidente Powell la politica monetaria, aveva invertito completamente la sua visione sull’inflazione e cominciava ad aver fretta di intervenire per combatterla.

Scattarono le prime prese di beneficio e, a partire dal 13 gennaio, man mano che arrivavano conferme dalle dichiarazioni dei vari membri FED, la correzione divenne impetuosa, arrivando a far perdere all’indice in pochi giorni più del -12% dal suo ultimo massimo storico.

Gli analisti classificano una fase correttiva del mercato quando viene perso almeno il -10%.

In tutta la fase rialzista post-pandemica ci fu, prima di questa, una sola correzione, in grado di segnare -10% esatto, quella di settembre 2020. Dato che questa ha fatto peggio, va considerata come la peggiore correzione post-pandemica. 

Non solo per questo. Il calo di gennaio è riuscito anche a violare la media mobile a 200 sedute in modo più evidente (fino a circa 200 punti) e più prolungato (sono ormai 5 le sedute consecutive chiuse con SP500 al di sotto di questo indicatore) delle precedenti.

Infine l’indice RSI(14), che misura situazioni di eccesso rispetto alla normale velocità di crociera dei movimenti del mercato, ha superato al ribasso ormai da 5 sedute il livello 30, sotto il quale viene identificato un eccesso ribassista (ipervenduto). È la prima volta, in tutto il movimento post-pandemico, che SP500 raggiunge e mantiene un livello di ipervenduto sul grafico giornaliero.

Se questa è la peggior correzione della storia recente di SP500, occorre trattarla con il riguardo che merita e non pensare che si possa risolvere con uno schiocco delle dita, come è capitato a molte correzioni minori capitate in precedenza, durante questo movimento rialzista.

Detto in altri termini, la classica strategia “Buy the Dip”, cioè di comprare ogni minima correzione, nella convinzione che il rialzo sia inossidabile e destinato a durare all’infinito, questa volta ha rotto le ossa agli ottimisti ad oltranza, bruciando loro un po’ dei guadagni che hanno accumulato le volte precedenti, in cui questa strategia funzionò in modo egregio.

D’altra parte, coloro che seguono la teoria delle onde sanno che l’onda più infida e difficile da gestire è l’onda 4. Quella che sta vivendo ora l’indice SP500 è proprio l’onda 4 del trend rialzista di lungo periodo. L’onda 4 è quella che ha il massimo numero di oscillazioni, di trappole, di falsi segnali. Insomma, quella che sarebbe bene affrontare stando a guardare, senza fretta di vederne la fine e di buttarsi su rimbalzi, che spesso hanno vita breve e si risolvono come quelli del gatto morto, erodendo il capitale monetario e quello emotivo degli operatori.

Perciò non dobbiamo aver fretta perché fino a quando l’indice SP500 non supererà stabilmente quota 4.500, sarà soggetto alla frusta dell’onda 4 e potrà ballare senza direzione, collezionando passi falsi e frustrazioni ancora per diversi giorni.

Nelle ultime 3 sedute ne abbiamo avuto ampie dimostrazioni. Dopo il forte rimbalzo dal minimo di lunedì scorso, che ha indotto parecchi a pensare che anche questa volta il ritorno ai massimi fosse un gioco da ragazzi, abbiamo visto una serie di oscillazioni comprese tra 4.287 (minimo di martedì) e 4.453 (massimo di mercoledì). 

Anche ieri il massimo di seduta di SP500 ha provato a spingersi a quota 4.428, a contatto con la media a 200 sedute, ma è stato ancora una volta respinto con violenza, terminando oltre 100 punti sotto (-0,54%).

È andata meglio agli indici europei (Eurostoxx50 +0,49%), ma solo perché hanno chiuso mentre SP500 stava sui massimi di seduta. Oggi si allineeranno perdendo in mattinata quel che ha perso ieri Wall Street.

I mercati sono combattuti tra la memoria del glorioso passato favorito dai regali pandemici monetari e fiscali, e la preoccupazione per il futuro macchiato da inflazione e stretta monetaria.

Lo slalom tra il sogno e l’incubo potrebbe accompagnarci anche la prossima settimana.