Snam: il ribasso non si ferma. News e rumor su più fronti

Snam ha perso terreno per la sesta seduta di fila: focus sulle ultime novità. Ecco di cosa si tratta.

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A Piazza Affari non si ferma la discesa di Snam che anche oggi ha perso terreno, scendendo per la sesta seduta di fila.

Snam in rosso per la sesta seduta di fila

Dopo aver archiviato la giornata di ieri con un ribasso di oltre mezzo punto percentuale, quest'oggi il titolo ha mostrato una negatività ancora più accentuata.

A fine sessione Snam si è fermato a 5,084 euro, con un calo dell'1,47% e oltre 5,4 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 6,8 milioni.

Il titolo non ha trovato alcun sostegno nelle indicazioni arrivate da più parti in queste prime due sedute della settimana.

Snam: spunti dalla Climate Change Conference

Ieri Snam è finito sotto la lente di Equita SIM che hanno riportato il loro feedback dalla Climate Change Conference.Dall'evento è emerso che il 99% delle pipelines di Snam sono hydrogen ready e di queste il 70% senza significativa riduzione di pressione e potranno essere utilizzate per il trasporto dell’idrogeno.

L’utilizzo delle infrastrutture gas per il trasporto dell’idrogeno ha molto senso per ottimizzare i costi del sistema e ad oggi esistono più di 4.000 km di pipeline che trasportano idrogeno anche in zone urbane a dimostrazione della fattibilità del trasporto dell’idrogeno via tubo.

Lo sviluppo del backbone per il trasporto dell’idrogeno in Italia è atteso dal 2027 in avanti.

Il progetto di Snam prevede 3 miliardi di spese per investimenti per soddisfare la domanda domestica, segnalando che esiste interesse da alcuni operatori del settore.

Snam: sostituzione metano della Russia entro 18-24 mesi

Dalla conference è emerso altresì che l’obiettivo di sostituire il metano della Russia è raggiungibile in 18-24 mesi. Oltre ai 2 FRSU necessari per aumentare l’import LNG, è atteso il raddoppio del TAP, oltre ad un incremento dell’import dall’Algeria di circa 8-10 miliardi di metri cubi.

Inoltre, è in corso il lo studio di prefattibilità della la pipeline Spagna-Italia per import di gas.

Equita SIM evidenzia che si tratta di un progetto che non entrerebbe in RAB, ma saranno necessari investimenti di potenziamento della rete nazionale per trasferire il gas in Austria e Germania.

Nel primo trimestre del 2022 l’Italia ha esportato per la prima volta 1 miliardo di metri cubi verso l’Europa.

Il biometano è molto importante per la decarbonizzazione e l’obiettivo è di raggiungere una produzione pari al 10% dei consumi domestici di gas, un target aggressivo secondo la SIM milanese.

È atteso dopo l’estate il decreto del governo con gli incentivi per il biometano agricolo: confermato il target di 120 MW di capacità installata entro il 2025.

Snam: pipeline EastMed potrebbe tornare sul tavolo

Intanto, a tenere alta l'attenzione su Snam sono state intanto le ultime indicazioni di stampa.

Secondo Il Sole 24 Ore, il premier Draghi oggi avrebbe incontrato il primo ministro israeliano Bennet per discutere della possibilità di importare il gas del maxi-giacimento Leviathan e cioè costruire il gasdotto EastMed.

Il gasdotto partirebbe da Cipro per arrivare in Grecia e quindi in Italia. Il progetto che ha costi enormi, cioè di 10 miliardi di euro, dovrebbe essere finanziato dalla UE e vede l’opposizione della Turchia e lo scetticismo degli USA.

I piani alternativi per il giacimento di Leviathan prevedono il collegamento con l’Egitto e i gasdotti già esistenti del Transmed (Tunisia) e Greenstream (Libia) per l’import in Italia ed un collegamento verso la Turchia.

Snam: espansione TAP in accelerazione?

Per quanto riguarda il TAP, sarebbero state accelerate le procedure per la capacità incrementale del gasdotto dalla Grecia all’Italia.

Verrà lanciata una prima fase vincolante della procedura con scadenza per la presentazione delle richieste fissata a novembre.

Una seconda fase di offerta, per completare l’offerta sarà lanciata nel 2023. Quotidiano Energia riporta che i progetti di rafforzamento del TAP prevedono quattro livelli di potenziamento del gasdotto che vanno da un'espansione minima dagli attuali 10 a 14,8 miliardi di metri cubi per un investimento di 114 milioni e una durata dei lavori di 45 mesi fino ad una "piena espansione" con una capacità di 21,9 miliardi di metri cubi ed un costo di 1 miliardo di euro e lavori di 65 mesi.

Snam ha una quota del 20% in TAP e quindi gli investimenti aggiuntivi potrebbero arrivare fino a 200 milioni di euro, con impatti sull’utile netto stimabili pari all'1-2%.

La costruzione della pipeline Estmed sarebbe invece molto più significativa e gli analisti di Equita SIM ritengono coinvolgerebbe sia la greca DESFA, partecipata al 36% da Snam, che la stessa Snam.

Inoltre, dovrebbero essere accelerati i progetti di rafforzamento del network di trasporto in Italia.

Il progetto è sul tavolo da diversi anni e fino ad ora non è mai avviato per gli elevati costi e per le difficoltà a trovare un accordo internazionale.Non cambia intanto la view di Equita SIM che su Snam conferma il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 5,3 euro.