Al termine di una seduta incolore a Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha concluso gli scambi poco sopra i 24.000 punti, con un frazionale calo dello 0,06%, tra le blu chips si sono messe in evidenza anche due utility: Snam e Terna.

Snam e Terna in bella mostra sul Ftse Mib

I due titoli hanno guadagnato terreno per la seconda seduta di fila, mostrando una evidente forza relativa rispetto al Ftse Mib.

Snam, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un rialzo di quasi due punti percentuali, oggi è riuscito a fare ancora meglio, fermandosi a 5,386 euro, con un rally del 2,94% e circa 6 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 8,5 milioni.

Meno pimpante Terna che, dopo aver guadagnato poco più di un punto percentuale prima del week-end, oggi è salito del 2% a 7,972 euro, con circa 2,5 milioni di azioni trattate, rispetto alla media mensile pari a circa 5,4 milioni.

Snam e Terna snobbano BTP e Spread

Snam e Terna hanno guadagnato terreno senza farsi condizionare dall'andamento del mercato obbligazionario che pure ha visto rientrare buone parte delle tensioni al close.

A fine giornata lo Spread BTP-Bund è salito dello 0,95% a 191,5 punti base, mentre i BTP non hanno registrato grandi variazioni, con il rendimento del decennale in lieve progresso dello 0,25% al 2,858%.

Snam e Terna: Draghi punta a una fusione tra le due società

A scaldare intanto le quotazioni di Snam e Terna sono state alcune indiscrezioni di stampa che sono tornare a parlare di un progetto non nuovo.

Secondo quanto si legge sull'inserto L'Economia del Corriere della Sera, il premier Mario Draghi, d'intesa con il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, starebbe pensando a una fusione tra Snam e Terna.

L'obiettivo sarebbe quello di creare un campione europeo, favorire gli approvvigionamenti, migliorare la sicurezza e abbassare il costo delle bollette specialmente per il mondo delle piccole e medie imprese.

Si torna così a parlare delle posizioni nozze tra Snam e Terna, tanto che starebbe circolando diversi dossier messi a punto da varie banche d'affari.

Nessuno ha confermato per ora i rumor che puntano a un obiettivo ben preciso: modernizzare il sistema infrastrutturale.