Banche centrali, si cambia, cosa farà la borsa?

Le banche centrali tirano il freno, saliranno ancora le borse? L’analisi grafico di Nasdaq 100 e Dow Jones sembra confermare questa ipotesi

Nel corso della settimana sono arrivate importanti indicazioni da parte della banche centrali dei maggiori paesi, borse e bond stanno cercando di metabolizzare queste novità, che in buona parte erano comunque attese, anche alla luce del diffondersi della variante Omicron del Covid-19 che continua a preoccupare. 

La Fed accelera con il tapering

Mercoledì la Federal Reserve ha definitivamente smesso il costume da colomba e ha indossato quello da falco, anche se per il momento è ancora in fase di riscaldamento prima di spiccare il volo.

Il Federal Open Market Committee al termine del suo meeting di due giorni ha annunciato mercoledì un'accelerazione nell'uscita (tapering) delle politiche di allentamento monetario perseguite per anni. Accelerazione che riguarda il tapering: l'azzeramento del colossale piano di stimolo si concretizzerà entro marzo e non per luglio come precedentemente previsto. Sul fronte del costo del denaro la Fed prevede tre aumenti di 25 punti base per i tassi d'interesse nel corso del 2022, altri tre nel 2023 e due nel 2024. 

Powell non chiude la porta alla flessibilità

Se da un lato la Fed ha fatto capire che nel 2022 potrebbero esserci anche 3 rialzi dei tassi, dall'altro il capo della banca Powell è rimasto flessibile: un aumento dei contagi da Covid-19 potrebbe suggerire un approccio più morbido. Inoltre la Fed continuerà a monitorare il mercato del lavoro e non agirà sui tassi prima di essere soddisfatta del suo andamento. 

La Fed quindi è pronta ad agire ma non lo farà ad ogni costo, e questo potrebbe bastare alle borse per proseguire sulla strada del rialzo.

Pil Usa in crescita del 5,5% nel 2021

La banca centrale ha anche aggiornato le stime di crescita e inflazione: il Pil è visto in aumento del 5,5% nel 2021, del 2,6% nel 2022 e del 2,3% nel 2023. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 4,3% quest'anno. L'inflazione rischia invece di crescere del 2,6% nel 2022, di più del 2,2% previsto a settembre. Per quello che riguarda la pandemia Powell si conferma attento ai suoi sviluppi "La strada dell'economia continua a dipendere dal virus. I rischi alle prospettive economiche rimangono, inclusi quelli derivanti dalle nuove varianti del virus" e la Fed rimane "pronta ad adeguare la velocità degli acquisti se fosse necessario". 

La Bank of England si muove per prima

La Bank of England ha rotto gli indugi, primo istituto a farlo tra quelli dei paesi del G7, e ha deciso  di alzare i tassi di interesse allo 0,25% dallo 0,10% precedente con 8 voti favorevoli su 9.

Il Comitato ha deciso all'unanimità affinché la Banca d'Inghilterra mantenga lo stock di acquisti di obbligazioni societarie investment grade non finanziarie in sterline, finanziate dall'emissione di riserve della banca centrale, a 20 miliardi di sterline. Il Comitato ha anche votato all'unanimità per mantenere lo stock di acquisti di titoli di stato britannici, finanziati dall'emissione di riserve della banca centrale, a 875 miliardi di sterline, e quindi lo stock obiettivo totale di acquisti di attività a 895 miliardi di sterline.

La Bce ridurrà il ritmo degli acquisti di bond

La Bce ha comunicato, al termine giovedì della riunione di politica monetaria, di ritenere che i progressi nella ripresa economica e verso il suo obiettivo di inflazione a medio termine consentano una graduale riduzione del ritmo degli acquisti di attività nei prossimi trimestri. Nel primo trimestre del 2022, il Consiglio direttivo prevede di effettuare acquisti netti di attività nell'ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) a un ritmo inferiore rispetto a quello del trimestre precedente. Cesserà gli acquisti netti di attività nell'ambito del PEPP alla fine di marzo 2022. Il Consiglio direttivo ha comunque deciso di estendere l'orizzonte di reinvestimento per il PEPP e di reinvestire i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell'ambito del PEPP almeno fino alla fine del 2024. La BCE in dettaglio ha deciso acquisti da 40 miliardi di euro al mese nel secondo trimestre del 2022 e da 30 miliardi al mese nel terzo trimestre, da ottobre 2022 fletteranno a 20 miliardi per il tempo necessario a garantire la politica accomodante. 

La Bce rivedele stime di crescita

La Bce ha alzato le stime sulla crescita del Pil dell’Eurozona nel 2021 al 5,1% dal 5,0% della previsione di settembre. Flette invece dal 4,6 al 4,2% la stima per il 2022 e risale al 2,9% nel 2023 al 2,1% della stima precedente. Introdotta la previsione di una crescita dell’1,6% nel 2024. C’è un rischio di ulteriore crescita dell’inflazione l’anno prossimo a fronte delle attuali incertezze. Lo ha ammesso la presidente della Bce Christine Lagarde: la Bce ha alzato le stime sull’inflazione complessiva al 2,6% per il 2021 (vs. 2,2% delle proiezioni di settembre), al 3,2% per il 2022 (vs. 1,7%), all’1,8% nel 2023 (vs. 1,5%) e all’1,8% nel 2024. 

La Bank of Japan segue la Fed sul tapering

La Bank of Japan (BoJ), pur non intervenendo sul costo del denaro, ha annunciato la sua versione del tapering, in linea a quanto fatto da Washington. La BoJ ha dunque confermato ancora i tassi d'interesse allo 0,10% in negativo ma ha anche annunciato la revisione del suo piano di stimolo realizzato attraverso l'acquisto di titoli. A partire da aprile il totale di titoli detenuti sarà riportato sui livelli prepandemici di complessivi 5.000 miliardi di yen (38,9 miliardi di euro) dagli attuali 20.000 miliardi (155,4 miliardi di euro). 

Nasdaq e Dow, chi la spunterà?

Uno sguardo al comportamento degli indici azionari Usa nelle ultime ore è istruttivo. Il tecnologico Nasdaq ha preso con decisione la strada del ribasso, il più conservatore Dow Jones ha invece retto abbastanza bene il mutato atteggiamento delle banche centrali. Evidentemente i mercati per il momento ritengono che la Fed e gli altri principali istituti centrali riusciranno a tenere sotto controllo la crescita dell'inflazione (il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy, ritiene che la dinamica dei prezzi nell'area euro abbia raggiunto un picco con il 4,9% del Cpi di novembre) senza danneggiare troppo l'espansione dell'economia.

I tassi di interesse in crescita peseranno sui bilanci delle società più dinamiche, quelle appunto presenti nel paniere Nasdaq, mentre quelle legate al ciclo economico potranno proseguire la fase di crescita senza troppi scossoni. 

Nasdaq 100, trend di fondo ancora positivo

A dire il vero anche l'analisi dell'indice Nasdaq 100, effettuata con strumenti un po' più sofisticati del semplice studio del grafico, come ad esempio le onde di Elliott, sembra indicare che una probabile fase di pausa o di storno che potrebbe interessare il breve termine è da inquadrare in un contesto di crescita di più ampio respiro. Una discesa sarebbe insomma da leggere come una correzione temporanea, la tendenza rialzista di fondo inizierebbe a vacillare solo con la violazione dei 15250 punti. Oltre area 16750 i prezzi potrebbero invece dirigere, con le dovute tempistiche (purtroppo gli indici non si muovono mai in linea retta ma alternando fasi di espansione e contrazione) fino ai 18000 punti. 

Supporto a 35200 per il Dow

Nel caso del Dow Jones la violazione di area 35200 sarebbe un primo segnale di debolezza (completamento del potenziale doppio massimo disegnato dal picco del 13 dicembre) ma solo discese al di sotto anche dei 34280 punti circa, area di transito della media mobile esponenziale a 200 giorni, metterebbero seriamente in discussione la tenuta del trend rialzista di medio periodo.

Per adesso “buy on dips” resta valido

In altre parole per il momento non sembrano esserci ragioni per cambiare la strategia operativa che ha funzionato così bene nell’ultimo anno, ovvero quella “buy on dips” (acquistare sulle flessioni). Attenzione tuttavia perché nella vita tutte le cose belle finiscono, rimanere quindi in allerta in caso di acquisti sulla debolezza, pronti a cogliere segnali, come la violazione dei supporti indicati, che qualche cosa è cambiato in modo radicale.

(Alessandro Magagnoli)