Lo spettro della variante Delta si agita sulla ripresa del settore turistico in Europa. Ristorazione, alberghiero, parchi a tema: il turismo è stato probabilmente il comparto più colpito dalla crisi del Covid-19 che ha fermato per mesi i viaggi globali e, in molti casi, anche quelli locali. In Europa, Paesi come Grecia, Portogallo e Spagna (e in parte anche l'Italia ovviamente) contavano su questa estate per rilanciare l'economia. Speranze che si basavano sui programmi di vaccinazione contro il coronavirus. Se in Europa tutto sommato la campagna vaccinale è a buon punto, l'emergere della variante Delta ha fatto tornare indietro all'estate del 2020 mettendo in dubbio la ripresa del turismo.

“Siamo entrati in una quarta ondata. Le dinamiche dell'epidemia sono estremamente forti. Vediamo un'onda più veloce e un aumento più netto di tutte le precedenti. Il tasso d'incidenza continua a esplodere. Un aumento così grande, così improvviso non lo vedevamo dall'inizio della pandemia", Gabriel Attal, portavoce del presidente francese Emmanuel Macron.

Spettro variante Delta su ripresa turismo in Europa

Timori non nuovi, certo, considerando che soltanto lo scorso mese un rapporto di due agenzie dell'Onu indicava nel 2023 il momento in cui davvero il turismo potrà tirarsi fuori dalla pandemia. Il rapporto, però, segnalava soprattutto le economie emergenti dell'Asia come i Paesi più a rischio, anche per il loro essere indietro nei pogrammi di vaccinazione. Segnali negativi, però, stanno iniziando a emergere nel cuore dell'Europa. Come nota la Cnbc, in Paesi come Olanda e Spagna sono stati di recente registrati aumenti dei contagi, in gran parte attribuiti alla ripartenza della vita notturna a fine giugno.

Grecia caso emblematico per contagi e regole ai turisti

La Grecia, probabilmente il Paese europeo più dipendente dal turismo dal punto di vista economico, è già un caso emblematico e non solo per l'impennata dei contagi ma anche per le regole imposte ai viaggiatori, che certo non incoraggiano il ritorno del turismo. Per andare in Grecia dalla Gran Bretagna (in 3,4 milioni lo avevano fatto nel 2019), bisogna avere prova di un tampone negativo effettuato al massimo 72 ore prima dell'arrivo nel Paese o un test rapido entro 48 ore o avere ricevuto entrambe le dosi del vaccino almeno 14 giorni prima. Prima ancora di arrivare in Grecia, tuttavia, bisogna compilare il Passenger Locator Form (Plf) entro la mezzanotte del giorno precedente la partenza. Moduli e burocrazia varia che poi hanno un seguito al ritorno in patria.

“Abbiamo sempre saputo che non sarebbe stata una linea retta, ma stiamo vedendo che le restrizioni vengono annullate. Tuttavia è assolutamente vero che quando si aprono società e comunità aumentano anche i contagi. La questione è assicurarsi che le vaccinazioni rompano il legame con ricovero in ospedale e morte, e fortunatamente sembra che sia così", Johan Lundgren, chief executive di easyJet.

Gran Bretagna prima per la Delta e per impatto su turismo

La Gran Bretagna, intanto, problemi con la nuova ondata di pandemia li sta registrando anche in casa propria. Londra è stata la prima con le vaccinazioni ed è stata la prima con le riaperture, ma anche ha anche il meno incoraggiante primato di apripista per la variante Delta. E il risultato si vede nella sua industria dell'hospitality. Le tante persone che lavorano nel settore cui è stato chiesto di autoisolarsi dall'app Nhs Test and Trace (l'app per il tracciamento dei contagi del National Health Service, il sistema sanitario pubblico britannico) stanno già avendo un "grave impatto" sulle attrazioni in tutto il Paese. Le aziende usano le risorse che hanno spostando i dipendenti per coprire le mansioni scoperte ma se manca per esempio un bagnino qualificato spiagge, parchi acquatici e piscine rischiano di rimanere chiusi.

Da Delta rischio di stop a siti turistici in Gran Bretagna

Per Bernard Donoghue, chief executive della Association of Leading Visitor Attractions (che rappresenta dei maggiori siti turistici britannici), le misure di tracciamento e isolamento volontario stanno già avendo un duro impatto sull'ospitalità. “Nelle attrazioni turistiche, i gruppi con mansioni simili saranno spesso raggruppati in bolle, ma significa che se una persona si ferma, a fermarsi è l'intero gruppo. Se solo due persone risultano positive in un ristorante del National Trust o nel negozio del British Museum, l'intero sito potrebbe essere bloccato per 10 giorni”, ha sottolineato Donoghue, riferendosi al National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty (ente per la tutela dell'eredità storica e naturale di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord).

(Raffaele Rovati)