Stellantis in fondo al Ftse Mib. Ecco i temi hot del momento

Stellantis indossa la maglia nera sul Ftse Mib, non trovando sostegno nelle ultime novità su più fronti.

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Tra le blue chip che oggi non sono riuscite a sintonizzarsi con l’andamento positivo del Ftse Mib troviamo anche Stellantis, che ha chiuso gli scambi in rosso.

Stellantis in fondo al Ftse Mib

Dopo aver archiviato la sessione di ieri con un calo dello 0,33%, il titolo ha perso terreno anche oggi, terminando le contrattazioni a 17,574 euro, con una flessione dell’1,09% e oltre 16,5 milioni di azioni transitate sul mercato, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a quasi 10 milioni.

Stellantis ha occupato l’ultima posizione nel paniere del Ftse Mib ed è finito sotto la lente sulla scia di alcune indiscrezioni di stampa che hanno riportato in primo piano un vecchio tema.

Stellantis: nuovi rumor su spin-off Comau

Secondo fonti giornalistiche, Stellantis starebbe vagliando le ipotesi strategiche per Comau, società specializzata in automazione industriale controllata al 100%, tra cui spin-off o cessione.

Secondo gli analisti di Equita SIM, non si tratterebbe di una novità, in quanto lo spin-off era già nei piani ufficiali all’epoca dell’annuncio della fusione FCA-PSA, poi congelato.

Stellantis: il commento di Equita SIM

Per una cessione ci vorrà comunque anche l’approvazione da parte del Governo, rientrando in un settore ritenuto strategico.

Gli analisti di Equita SIM ricordano che qualche anno fa erano girate valutazioni, da fonte non societaria, fino a 2 miliardi di euro.

La SIM milanese, conclude, dicendo che un deal sarebbe positivo, comunque non price sensitive.

Confermata la strategia bullish su Stellantis, che per gli analisti merita una raccomandazione “buy”, con un prezzo obiettivo a 23 euro.

Stellantis tra i beneficiari di possibili imposte UE a Cina

Un altro tema che ha catalizzato l’attenzione nelle ultime ore è la posizione dell’Unione europea nei confronti della Cina e in particolare dei sussidi offerti dal Paese asiatico per i veicoli elettrici.

L’accusa mossa dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, è che la Cina sta invadendo il mercato globale di auto elettriche a prezzi artificialmente bassi proprio per via dei forti sussidi.

L’Unione europea potrebbe decidere di imporre tariffe punitive alla Cina, anche se tale ipotesi è ritenuta poco probabile dagli analisti di Mediobanca Securities,

Questi ultimi ritengono in ogni caso che a beneficiare delle potenziali tariffe che potrebbero essere imposte ai produttori cinesi di veicoli elettrici saranno Stellantis e Renault.

Questo perché i due gruppi hanno un impatto rilevante dalle vendite generate in Europa, pur essendo meno esposti alla Cina rispetto agli altri produttori di automobili.

Non cambia intanto la view positiva di Mediobanca Securities che su Stellantis ribadisce la raccomandazione “outperform”.

Stellantis: quanto può costare lo sciopero in USA?

Infine, si guarda anche al rischio di un imminente sciopero generale negli Stati Uniti, se non sarà raggiunto entro la mezzanotte di oggi 14 settembre, un accordo tra Stellantis, General Motors e Ford Motor e il sindacato UAW.

Secondo le stime di Banca Akros, lo sciopero **potrebbe costare da 125 a 150 milioni di dollari al giorno **in termini di utile operativo rettificato per le giornate lavorative perse.