La nuova settimana è partita senza infamia e senza lode per Stellantis che è rimasto sulla parità dopo che veerdì scorso è balzato in avanti di quasi il 3%, reagendo dopo tre sessioni consecutive in ribasso.

Stellantis fermo sulla parità

Il titolo oggi ha mostrato minore forza relativa rispetto al Ftse Mib, terminando le contrattazioni a 16,486 euro, sui valori del close di venerdì scorso, con oltre 6,5 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a più di 11 milioni.

Stellantis oggi è rimasto al palo malgrado le indicazioni bullish delle banche d'affari.

Stellantis: Goldman Sachs conferma il buy. Target appetibile

Goldman Sachs oggi ha reiterato la raccomandazione "buy" sul titolo, con un prezzo obiettivo a 21 euro dopo l'EV Day della scorsa settimana.

Secondo gli analisti, l'aspetto più rilevante emerso dall'evento è che Stellantis si attende di essere un business con un operating margin sostenibile a doppia cifra nel medio termine entro il 2026.

Goldman Sachs spiega che il raggiungimento di questo obiettivo renderebbe Stellantis la società auto con il maggior profitto rispetto ai competitors.

Stellantis: Intesa Sanpaolo alza il fair value

A scommettere sul titolo è anche Intesa Sanpaolo che oggi ha rinnovato l'invito ad acquistare, con un target price rivisto verso l'alto da 19,9 a 21,4 euro, valore che implica un margine di potenziale upside di circa il 30% rispetto all quotazioni correnti a Piazza Affari. 

Gli analisti ritengono che le sinergie che emergono dalla fusione Psa-Fca pongano la società in una solida posizione per ottenere una crescita redditizia dalla sua strategia EV.

Secondo Intesa Sanpaolo, le indicazioni sul margine operativo di Stellantis nel primo semestre 2021, lasciano spazio per un re-rating del consenso nonostante gli ostacoli e la volatilità che al momento stanno caratterizzando il mercato auto.

Gli analisti hanno deciso di rivedere al rialzo le stime di Ebit adjusted dell'11,3% per quest'anno e del 12,5% per il 2022, mentre quelle di eps adjusted sono state incrementate rispettivamente del 12,4% e del 9,1%.