STM: ribasso non si ferma. Che fare dopo le ultime news?

STM in rosso per la sesta seduta di fila, penalizzato dalle cattive notizie arrivate dal settore.

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Anche la seduta odierna non sta riservando nulla di buono per STM che continua ad arretrare con decisione a Piazza Affari.

Il titolo, dopo aver archiviato la sessione di ieri con un affondo di quasi quattro punti percentuali, oggi perde terreno per la sesta giornata consecutiva.

STM in rosso per la sesta seduta di fila

Mentre scriviamo, STM viene fotografato a 40,805 euro, con un calo dell’1,32% e oltre 2,2 milioni di azioni passate di mano fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 2,3 milioni.

Mobileye: guidance 2024 ben sotto le stime

Il titolo continua a soffrire dopo che Mobileye, società israeliana quotata al Nasdaq, leader nel design di soluzioni per la guida assistita, ha fornito ieri i risultati preliminari per il 2023.

Il gruppo ha confermato un fatturato di 2,078 miliardi di dollari, e ha sorprendentemente indicato un fatturato 2024 di 1,895 miliardi di dollari, in flessione del 9% anno su anno, sotto le attese di consenso.

Il prodotto principale di Mobileye è EyeQ, un system on chip che permette di analizzare le immagini di una camera per mappare l’area intorno al veicolo e gestire sistemi di guida assistita.

Nel 2022 Mobileye aveva venduto oltre 33 milioni di EyeQ e nel 2023 le unità sono state 37 milioni.

STM è partner storico di Mobileye per cui si occupa di produrre EyeQ e nel 2022 la società israeliana era una dei primi 10 clienti del gruppo italo-francese. Equita SIM stima con un peso pari al 2% dei ricavi.

Focus su Mobileye

Il management ha indicato che durante le discussioni con i propri clienti Tier 1 circa il livello di ordini per il 2024, è venuto a conoscenza di un eccesso di scorte pari a 6-7 milioni di unità di EyeQ, pari al 16%-19% della produzione 2023, che dovrebbero essere assorbiti nei primi mesi dell’anno.

Nel 2024 la società si attende spedizioni di EyeQ fra 31 e 33 milioni di unità, rispetto ai 37 milioni nel 2023, e spedizioni del SuperVision fra 175 e 195mila di unità, contro le 100mila nel 2023.

Il fatturato del primo trimestre è atteso a 458 milioni di dollari, in flessione del 50% anno su anno, e dovrebbe assorbire il grosso del destocking, mentre nel secondo-quarto trimestre il fatturato è atteso flat/in rialzo a una singola cifra media, con un livello di scorte presso i clienti normalizzato entro fine 2024.

Il minore fatturato avrà un forte impatto anche sui margini e l’EBIT adjusted è atteso nel 2024 a 315 milioni di dollari, in calo di quasi il 50% rispetto ai 690 milioni del 2023.

Ieri il titolo Mobileye ha chiuso a -25% con una capitalizzazione di 25 miliardi di dollari ed un multiplo enterprise value/EBIT 2024 post warning di 80 volte.

STM: il commento e la strategia di Equita SIM

Gli analisti di Equita SIM ritengono che la notizia del warning di Mobileye abbia degli elementi specifici dell’azienda, ma che al tempo stesso sia negativa per tutti i player esposti al settore dei semiconduttori automotive fra cui STM, vista in particolare la partnership in essere.

Va però detto che, a differenza di Mobileye, sia STM che Infineon hanno un backlog elevato ed un portafoglio prodotti ampio che include anche alcune aree che rimangono in allocazione, per cui il readacross quantitativo rimane comunque a limitato secondo gli analisti.

Equita SIM non cambia idea su STM e ribadisce la raccomandazione “hold” con un prezzo obiettivo a 54 euro.

STM sotto la lente di UBS

A puntare sul titolo è invece UBS, che oggi ha reiterato l’invito ad acquistare, con un target price a 54 euro.

La banca elvetica fa sapere di essere sorpresa del sentiment negativo che sta interessando di recente il titolo, spiegando che a suo dire l’automotive resterà resiliente.

Quanto al Sic, gli analisti richiamano l’attenzione sulle preoccupazioni di una minore domanda da parte di Tesla, notando però che questa potrebbe essere riallocata probabilmente in 3-6 mesi ad altri produttori di auto che gli esperti pensano stiano crescendo aggressivamente nel 2024.