Nonostante segnali di una ripresa della crescita del costo del denaro, con i primi istituti centrali che tornano a politiche monetarie più restrittive (in settembre per esempio Norges Bank aveva alzato i tassi d'interesse di 25 punti base allo 0,25% e, per quanto non possa essere considerato un riferimento globale, il costo del denaro è stato aumentato anche in Paesi dell'Est d'Europa come Polonia o Repubblica Ceca), c'è chi non esclude la possibilità che i tassi d'interesse possano rimanere sullo zero per sempre. "Non esiste contesto in cui una Banca centrale sarà in grado di normalizzare, una normalizzazione in stile Anni Novanta, i tassi d'interesse quando non ci sarà assolutamente alcuna crescita". Le parole sono di Julian Howard, lead investment director dell'asset manager di Zurigo Gam, intervistato per il programma Squawk Box Europe della Cnbc.   

Per Gam tassi d'interesse potrebbero rimanere sullo zero per sempre

Howard cita uno studio pubblicato nel gennaio 2020 dallo storico dell'economia Paul Schmelzing, nell'occasione visiting scholar presso la Bank of England, in cui si esaminavano i tassi d'interesse a livello globale a partire addirittura dal XIV secolo. E Schmelzing, identificando una tendenza al ribasso, prevedeva che "i tassi reali potrebbero presto entrare in un territorio permanentemente negativo". E a partire da questo Howard nota come il basso costo del denaro registrato negli ultimi anni sia, "in realtà un ritorno a una tendenza a molto, molto lungo termine di rendimenti che scendono per un lungo periodo di tempo".

Tassi per sempre sullo zero dopo danni economici della pandemia

Per Howard, riporta la Cnbc, i danni economici causati dalla pandemia di coronavirus e dai cambiamenti climatici rischiano avere un "effetto molto, molto negativo sui tassi d'interesse". L'asset manager prevede che la Federal Reserve (Fed), che ovviamente fa da apripista a livello globale, non interverrà sui tassi prima del secondo semestre del 2022. Diversi rappresentanti dell'istituto centrale di Washington hanno espresso indicazioni su questa linea. Richard Clarida, vice chairman del Board of Governors della Fed, per esempio ha recentemente previsto come possibile un ritorno all'aumento del costo denaro nel 2022. Clarida ha però precisato che la Fed è ancora "molto lontana dal considerare il rialzo dei tassi di interesse".

Bolle come meme-stock e Spac i rischi dei bassi tassi d'interesse

Ma quali sono i rischi derivanti dai bassi tassi d'interesse. Secondo Jim Hines, membro del Congresso Usa citato sempre dalla Cnbc, la prima deriva sono le bolle, quando il prezzo di un investimento aumenta rapidamente ma non riflette necessariamente il valore sottostante dell'attività. Per Himes è stato proprio il basso costo del denaro a generare "comportamenti finanziari notevolmente strani", come le meme-stock, che hanno trasferito sui mercati finanziari le meccaniche dei social network, o il boom delle Spac (special purpose acquisition company o blank check company), le "scatole vuote" quotate in Borsa con l'unico obiettivo di fondersi poi con un'azienda esistente che non voglia passare da una tradizionale Ipo. E l'esempio più evidente di questa bolla è l'impennata del prezzo di Digital World Acquisition Corporation (Dwac), la Spac che dovrebbe portare a Wall Street Trump Media & Technology Group, l'ambizioso progetto anti-Big Tech dell'ex presidente Usa Donald Trump. (Raffaele Rovati)