Un'altra seduta decisamente no per Telecom Italia che continua a perdere terreno, scendendo per la terza seduta di fila.

Telecom Italia ancora pressato da forti vendite

Il titolo, dopo aver archiviato la sessione di ieri con un affondo del 5,67%, oggi amplia le perdite, presentandosi negli ultimi minuti a 0,3078 euro, con un ribasso del 3,06%.  

Sempre alti i volumi di scambio, visto che fino ad ora sono passate di mano oltre 146 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 93 milioni.

Telecom Italia resta stretto nella morsa dei ribassisti e si spinge ad un passo dai minimi storici toccati a fine ottobre 2020 a 0,2852 euro, dopo i conti del terzo trimestre che non hanno convinto il mercato, accompagnati da un taglio della guidance relativa all'Ebitda 2021. 

Telecom Italia: spunti chiave dalla conference call

Dalla conference call di ieri pomeriggio è emerso che la revisione della guidance è dovuta ai costi relativi al calcio e alle altre start-up e al deterioramento del contesto competitivo sui prezzi.

TIM intende agire per alzare i prezzi, operando una segmentazione dell’offerta, puntando su qualità della connettività e customer care dedicati.

Quanto al calcio è emerso che, dopo un’ottima partenza a luglio, c’è stato un rallentamento che ha portato a numeri inferiori alle attese iniziali, ma rimane la confidenza sugli obiettivi di medio termine. Non sono stati dati però numeri.

Sul tema delle opzioni strategiche si sta proseguendo il lavoro sul cloud, con un processo di dual track che potrebbe essere finalizzato nel seconda metà del 2022, quando saranno valutabili le prospettive sul piano strategico nazionale.

L’opzione più rilevante rimane quella relativa alla rete. Il CEO è fiducioso di poter far ripartire le interlocuzioni con CDP una volta uscita ENEL dall’azionariato di Open Fiber.

Dalla conference cal è emerso altresì che il rialzo dei prezzi sarebbe un catalizzatore importante ma non scontato da realizare secondo Equita SIM, visto anche l’imminente l’ingresso di Iliad.

Anche il tema rete sarebbe un catalizzatore rilevante, in quanto rimane un’area di possibili sinergie industriali e di crescente rischio competitivo. Su entrambi i temi sono necessari però segnali concreti di progresso.

Telecom Italia: Equita SIM taglia stime e target price

In termini di stime 2021, gli analisti di Equita SIM riducono i ricavi consolidati dell'1,5% a 15,577 miliardi di euro, con domestico in calo dell'1,5% a 12,753 miliardi e Brasile in flessione dell'1,5% per i cambi.

Gli analisti tagliano le stime di EBITDA after lease del 2,8% a 5,765 miliardi e quelle di utile netto del 17% a 533 milioni di euro.

Per il 2022 e il 2023 la SIM milanese mantiene un’attesa di stabilizzazione di ricavi ed EBITDA domestico, ma da una base più bassa, e incorporiamo un cambio euro-real brasiliano a 6,30 da 6,12, con un taglio quindi del 2% sui ricavi, del 3% sull’EBITDA e del 10% circa come eps adjusted.

Resta immutata la strategia per Telecom Italia che secondo Equita SIM merita una raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo tagliato da 0,35 a 0,32 euro per le azioni ordinarie e da 0,38 a 0,34 euro per quelle di risparmio.

Telecom Italia: anche Banca Akros rivede il prezzo obiettivo

A rivedere la valutazione del titolo è stata anche Banca Akros ha modificato il target price da 0,63 a 0,51 euro, a fronte di un rating "buy" invariato.

Gli analisti evidenziano che il mercato è preoccupato per i due warning consecutive e per il prossimo ingresso di Iliad nel business della linea fissa. 

Al contempo però Banca Akros crede che il grande potenziale di upside offerto dai prezzi attuali supporti ancora una raccomandazione positiva.