Telecom sotto scacco. Integrato piano industriale

Telecom Italia perde quota malgrado le precisazioni arrivate dal Cda di ieri.

A Piazza Affari si continua a guardare con grande interesse a Telecom Italia, che resta sotto i riflettori per via dell’alta tensione che sta dominando la scena ormai dalla scorsa settimana.

Telecom Italia sotto pressione

Il titolo venerdì scorso ha chiuso gli scambi con un rally di quasi cinque punti percentuali, reagendo dopo quattro sessioni in calo, culminate giovedì in un affondo di circa il 24%.

Quest’oggi Telecom Italia ha provato a dare un seguito al recupero di venerdì scorso, fallendo però nel suo intento.

Dopo aver lambito area 0,23 euro, il titolo ha innestato la retromarcia e, pur avendo già recuperato dai minimi intraday, si conferma in netto calo.

Mentre scriviamo, infatti, Telecom Italia passa di mano a 0,2115 euro, con un affondo del 4,73% e volumi di scambio sempre esplosivi, visto che fino a ora sono transitate sul mercato oltre 852 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 180 milioni.

Telecom Italia: piena trasparenza ai cashflow di piano

Il titolo non trova alcun sostegno nelle ultime novità annunciate dalla società poche ore fa.

Questa mattina Telecom Italia ha emesso un comunicato a valle del CdA straordinario di ieri, per fornire al mercato piena trasparenza ai cashflow sottesi alle guidance di piano, su cui era sorta grande confusione nel Capital Market Day di giovedì, con conseguente tonfo delle quotazioni.

Equita SIM evidenzia che l’informativa dà piena visibilità ai cash flow del piano, a partire dal bridge 2024, un anno che sconta ancora 6 mesi di impatto del gruppo integrato sia in termini di oneri finanziari che di circolante, ma in particolare al deleverage 2025 e 2026.

Le indicazioni confermano i 500 milioni di euro di deleverage al 2026, indicando un valore normalizzato di 800 milioni di euro al netto delle componenti straordinarie.

Si tratta di 100 milioni di oneri finanziari sugli 800 milioni di euro indicati a piano, da opportunità di riduzione del costo di finanziamento grazie al miglioramento del rating e 200 milioni di uscite per prepensionamenti, voce in esaurimento nel 2027/2028.

L’obiettivo è quindi di circa 1 miliardo di euro di flusso di cassa normalizzato 2026, prima dei dividendi alle minoranze brasiliane.

Di questo flusso di cassa normalizzato, gli analisti di Equita SIM stimano che circa due terzi arrivino dal Brasile e un terzo dall’Italia.

Telecom Italia: il commento di Equita SIM

Secondo gli esperti della SIM milanese, la decisione di dare piena trasparenza alle ipotesi di piano sul cash flow è più che opportuna, vista la confusione creatasi con il Capital Marmets Day di giovedì.

Ai prezzi di ieri il mercato valuta infatti la sola partecipazione in TIM Brazil più dell’intera TIM, con una valutazione implicita negativa per oltre 1 miliardo di euro sul business domestico.

Secondo Equita SIM si tratta di uno scenario che ha poco senso, vista la solida struttura finanziaria del gruppo post cessione di NetCo.

La valutazione peraltro non incorpora i possibili upside dagli earn-out, fino a un massimo di 2,9 miliardi di euro, mentre la potenziale cessione di Sparkle, su cui proseguono le interlocuzioni con il MEF, non avrebbe impatti negativi sul free cash flow del business domestico.

Gli analisti di Equita SIM ribadiscono la raccomandazione “buy” su Telecom Italiae confermano il prezzo obiettivo di 0,35 euro, che incorpora un multiplo di 4,5 volte per le attività domestiche, TIM Brazil ai prezzi di mercato, 750 milioni di euro per Sparkle e il 20% dei potenziali earn-out.

Davide Pantaleo
Davide Pantaleo
Davide Pantaleo da quasi un ventennio si occupa di Borsa e Finanza. Dopo aver svolto per diversi anni l'attività di promotore finanziario in Italia e all'estero, nel 2005 entra nel team di Trend-online con l'incarico di redattore.
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