Telecom reagisce al tonfo. Cosa è successo e cosa aspettarsi

Telecom Italia recupera dopo l’affondo: la struttura finanziaria del gruppo è in pericolo?

Chiusura di settimana all’insegna del recupero per Telecom Italia che, dopo il rovinoso crollo della vigilia, ha risalito la china, recuperando solo in minima parte le perdite accusate poche ore prima.

Telecom Italia reagisce dopo il crollo

Il titolo, reduce da quattro sessioni consecutive in calo, ieri ha lasciato sul parterre quasi un quarto del suo valore e precisamente il 23,79%.

Quest’oggi Telecom Italia ha dato vita a un rimbalzo, fermandosi a 0,222 euro, con un rally del 4,82% e volumi di scambio ancora esplosivi, visto che sono transitate sul mercato circa 1,4 miliardi di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 176 milioni.

Il titolo è rimasto sotto la lente dopo che l’ex monopolista italiano ha svelato il nuovo piano industriale 2023-2026, che ha provato una caduta verticale dei corsi.

Telecom Italia: focus su debito e free cash flow

Gli analisti di Equita SIM hanno evidenziato oggi che il focus della presentazione è stato sulle guidance finanziarie, che hanno creato molta incertezza.

Post call, gli esperti hanno avuto modo di chiarire gli elementi essenziali su debito e free cash flow.

Il debito è atteso passare da 20,3 miliardi di euro a fine 2023 a 7,6 miliardi di euro a fine 2024, rispetto ai 6,6 miliardi attesi da Equita SIM, con 1,5 miliardi di assorbimento di cassa.

Questo deriva dal seguente bridge: 1,6 miliardi di euro di ebitda-capex, -1,5 miliardi tra oneri finanziari, tasse e capitale circolante netto ordinario, -0,9 miliardi tra rientro di circolante di NetCo e price adjustment, -0,5 miliardi di euro di capitale circolante netto straordinario e -0,2 miliardi di dividendi del Brasile.

Telecom Italia: le attese per il 2025 e il 2026

Nel 2025 la riduzione di debito attesa è modesta, Equita SIM stima flat/0,1 miliardi di euro, con un domestico ancora negativo, in quanto gli 1,8/1,9 miliardi di euro di EBITDA vengono compensati da 1,2/1,3 miliardi di oneri finanziari, tasse e capitale circolante netto, 0,25 miliardi da capitale circolante netto straordinario e 0,25 miliardi di dividendi del Brasile.

Nel 2026 il deleverage è più importante, grazie a 2,2 miliardi di EBITDA-CAPEX impiegato in 1/1,1 miliardi di capitale circolante netto, tasse e oneri finanziari, 0,25 miliardi di capitale circolante netto straordinario e 0,28 miliardi di dividendi del Brasile.

Questo corrisponde a circa 900 milioni di euro di free cash flow pre-dividendi contro 1,1 miliardi di euro attesi.

Il target di EBITDA-CAPEX si basa su un profilo di crescita dell’Ebitda domestico piuttosto aggressivo secondo Equita SIM, anche se molto legato a controllo costi e a crescita di Enterprise, e su capex in leggera crescita e che possono offrire flessibilità per garantire il raggiungimento del target di EBITDA-capex.

Telecom Italia: il commento di Equita SIM

Equita SIM evidenzia che rispetto alle sue stime, l’elemento negativo di gran lunga prevalente è legato agli oneri finanziari che rimangono alti a piano anche nel 2026, per la complessità di ottimizzare la nuova struttura di capitale.

Valutativamente, la reazione di ieri, a fronte di una Tim Brazil in rialzo e vicina ai massimi, ha portato il valore della domestic ServCo in negativo per 5 centesimi di euro o un implicito multipli di 3,3 volte l’enterprise value/EBITDA 2024 sulla nuova stima di debito ed EBITDA e valutando al 20% gli earn out.

Gli analisti evidenziano che nella loro somma delle parti, il maggior EBITDA domestico 2024 in parte compensa il maggior debito.

La SIM milanese ha in ogni caso ridotto il target multiple su domestic ServCo da 5,5 a 4,5 volte, per riflettere la minor generazione di cassa del business domestico rispetto alle attese, con una riduzione del target price del titolo da 0,4 a 0,35 euro, mentre la raccomandazione “buy” è confermata.

Per quanto la generazione di cassa al 2026 sia minore delle attese, la nuova struttura di capitale del gruppo è molto più solida del passato e quindi oggi il tema sul titolo è prettamente valutativo e non di tenuta della struttura finanziaria.

Davide Pantaleo
Davide Pantaleo
Davide Pantaleo da quasi un ventennio si occupa di Borsa e Finanza. Dopo aver svolto per diversi anni l'attività di promotore finanziario in Italia e all'estero, nel 2005 entra nel team di Trend-online con l'incarico di redattore.
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