A Piazza Affari il Ftse Mib oggi sta provando a mantenersi a galla, muovendosi frazionalmente sopra la parità, ma diverse blue chips viaggiano in territorio negativo.

Telecom Italia torna indietro dopo il rimbalzo di ieri

Tra le altre segnaliamo anche Telecom Italia che, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un progresso di oltre due punti percentuali, torna a perdere terreno oggi.

Negli ultimi minuti il titolo si presenta a 0,275 euro, con una flessione dell'1,04% e oltre 22,5 milioni di azioni passate di mano fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 197 milioni.

Telecom Italia: MoU per rete unica verso firma nel Cda del 26 maggio?

Telecom Italia intanto catalizza l'attenzione del mercato sulla scia delle indiscrezioni riportate dai quotidiani.

Secondo il Messaggero e il Sole24ore, il memorandum of understanding per la rete unica starebbe facendo progressi e dovrebbe essere siglato da Telecom Italia nel CdA del 26 maggio, mentre du giorni prima è prevista una riunione del Board di CDP.

Gli articoli citano bozze di MoU che stanno circolando tra le parti e sottolineano che l’accordo sarà siglato anche da KKR e Macquarie, coinvolgendo quindi fin da subito i due partner di minoranza.

Telecom: cosa prevede MoU con CDP?

La tecnicalità dell’accordo prevederebbe il conferimento della rete primaria e secondaria (FiberCop) in NetCo e un aumento di capitale dedicato a CDP che garantirebbe risorse fresche e diluirebbe la quota di TIM/KKR in NetCo.

Il passo successivo sarebbe poi la fusione di NetCo con Open Fiber, in modo da portare alla rete unica e all’assetto definitivo.

Secondo il Sole 24 Ore, si starebbe ancora valutando se aggiungere anche il backbone, ossia la rete di lunga distanza, a NetCo. Il Messaggero parla di tempi pari a un paio d’anni per l’esecuzione del progetto.

Agli analisti di Equita SIM sembra un’ipotesi realistica nel caso sia necessaria l’approvazione del regolatore europeo.

Telecom: sinergie su rete con Open Fiber salgono a 4,5-5 mld di euro

Il Sole 24 Ore aggiunge che gli advisor tecnici avrebbero completato il lavoro e avrebbero quantificato le sinergie in 4,5-5 miliardi di euro, in caso di fusione realizzata entro il 2023, valori ben superiori a quelli individuati 2 anni fa, ma calcolati su un perimetro diverso.

Gli analisti di Equita SIM immaginano un nuovo piano di capex di Open Fiber e Telecom Italia che ha ampliato il target di copertura FTTH e quindi a fronte di maggiori capex.

La SIM milanese spiega che la tecnicalità descritta avrebbe il beneficio di far entrare risorse fresche in Telecom Italia fin dal momento del carve out, in attesa di completare il processo di fusione con Open Fiber, che richiede tempi più lunghi e passaggi regolatori delicati.

Dal punto di vista valutativo, ciò che rileva sono le valutazioni degli asset a cui avverranno i conferimenti e l’apporto di capitale.

Gli analisti di Equita SIM attribuiscono a NetCo un enterprise value di 21 miliardi di euro pre-sinergie e aggiungono 1 miliardo di sinergie, per un valore equity per Telecom Italia di 0,24 euro per azione, assumendo 12 miliardi di euro di debito allocati a NetCo.

Telecom: da prossimo Cda attese novità anche su DaZN

Il CdA del 26 maggio dovrebbe avere anche aggiornamenti sul tema DaZN, con la rinuncia all’esclusiva a fronte di uno sconto consistente, il Messaggero ipotizza il 30%-40%, sul minimo garantito annuo di 340 milioni di euro che TIM riconosce a DaZN.

L’accordo secondo gli analisti di Equita SIM si tradurrebbe in un rilascio delle provisions effettuate e in un minore esborso cash per il 2023 e 2024.

In attesa di novità la SIM milanese mantiene una view cauta su Telecom Italia, con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo a 0,39 euro.