Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib è tornato sopra i 24.000 punti, recuperando le perdite accusate all'inizio della settimana. Si può salire ancora nel breve?

I mercati europei stanno mostrando una buona reazione e sono belli positivi, con qualche indice che sta performando anche meglio del Ftse Mib.

Sembra che ci sia la possibilità di risalire, quindi manteniamo una view positiva, anche perchè ci siamo distaccati abbastanza dai minimi e siamo molto più vicini a delle resistenze strategiche che, se violate, potranno innescare nuovi rialzi.

Per il Ftse Mib segnalo una prima resistenza a 24.397 punti, avvicinata nella sessione di venerdì.

In caso di violazione di questo ostacolo, una conferma realmente rialzista l'avremo a 24.848 punti, resistenza vera e propria da bucare per riuscire ad aprire le porte a dei rialzi più forti che portino il Ftse Mib in area 25.750.

Da considerare che poco più in basso, nella zona dei 25.500 punti troviamo i massimi del 29 marzo, da superare per pensare a un approdo a 25.750 e poi a 26.000 punti.

Non mi preoccuperei se dovessero esserci dei ribassi, finchè rimarremo sopra i 23.493 punti, supporto più importante che troviamo ora per il Ftse Mib.

Fino a quando tale soglia non sarà violata, si potrà sperare in un rimbalzo dell'indice e quindi non mi preoccuperei più di tanto se dovessero esserci 1-2 sedute ribassiste verso area 23.500.

Diverso il discorso in caso di abbandono di tale soglia, visto che il Ftse Mib potrebbe scendere verso i 22.500 punti prima e in seguito eventualmente fino a area 21.000, ossia sui minimi di marzo.

Unicredit e Intesa Sanpaolo offrono spunti interessanti sugli attuali livelli? Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Unicredit ha tentato di recuperare dai minimi del 7 marzo a 7,75 euro e poi è andato in congestione.

E' partito poi un trend ribassista abbastanza ben delineato e sembra che Unicredit stia puntando nuovamente ai 7,75 euro.

Se il titolo dovesse girarsi al rialzo e violare i 9,33 euro, si farà concreta la possibilità di tornare quantomeno ai livelli del 29 marzo a 10,48 euro.

Oltre questo massimo Unicredit potrà puntare al recupero delle perdite accusate tra la metà di febbraio e gli inizi di marzo.

Sotto i minimi a 8,58 euro il titolo tornerà verso i minimi del mese scorso a 7,75 euro.

Non molto diverso il discorso per Intesa Sanpaolo che ha cercato di alzare un po' la testa tra il 13 e il 20 aprile, ma poi è tornato giù, segnando un minimo a 1,87/1,868 euro.

La violazione di questo livello aprirà le porte a un calo verso 1,809 euro e poi sui minimi del 7 marzo a 1,6816 euro.
Al rialzo il primo livello da monitorare è a 1,98 euro, la cui rottura andrebbe a confermare un'inversione per Intesa Sanpaolo, con la possibilità di salire verso i massimi del 29 marzo a 2,188 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di STM e Telecom Italia e quali indicazioni operative ci può fornire per entrambi?

STM già giovedì scorso si è avvicinato molto ai massimi del 21 aprile a 36,59 euro, oltre cui ci sarà la possibilità di recuperare le perdite accusate tra la fine di marzo e gli inizi di aprile.

Un primo target è molto vicino a 37,26 euro, con obiettivo successivo a 38,58 euro, senza escludere proiezioni fino a 39,9 euro. 

Sotto i 35,94 STM potrà tornare verso il livello chiave dei 34,61 euro, rotto il quale si rischierà un test dei minimi del 12 aprile a 33,51 dollari.

Telecom Italia ha provato fino all'ultimo ma dopo i primi di aprile è venuto giù. Segnalo una resistenza a 0,2968 euro, superata la quale si guarderà ad area 0,31 euro, ma il vero target sarebbe a 0,335 euro.

Al ribasso occhio a quota 0,2727 euro, pressocchè i minimi del 27 aprile, sotto cui Telecom Italia scenderà verso 0,26 euro prima e poi fino ai minimi in area 0,22 euro.