Il semaforo è scattato nuovamente sul rosso per Terna che, dopo due sedute consecutive in positivo, non è riuscito a evitare una chiusura con il segno meno oggi.

Terna si difende meglio del Ftse Mib e delle altre utility

Archiviata la giornata di ieri con un rialzo di circa un punto e mezzo percentuale, il titolo oggi ha mostrato un andamento debole.

A fine seduta Terna si è fermato a 7,732 euro, con un calo dello 0,41% e quasi 4 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 5,4 milioni.

Terna è riuscito a difendersi meglio del Ftse Mib e di tutte le altre utility, trovando sostegno nei conti del primo trimestre.   

Terna: i conti del primo trimestre

Il gruppo ha riportato ricavi in rialzo del 3,6% a 644 milioni di euro, a fronte di un utile netto in salita dell'1% a 192 milioni di euro. L'Ebitda è cresciuto del 2% a 461 milioni di euro e l'Ebit dell'1% a 294 milioni.

Le spese per investimenti sono aumentate del 21% a 293 milioni di euro, mentre l'indebitamento finanziario netto è di 8,683 miliardi di euro, contro i 10,02 miliardi di fin 2021.

Terna ha fatto sapere che nel corso del 2022 continuerà a essere focalizzato nella realizzazione di quanto previsto dall'aggiornamento del piano industriale 2021-2025 "Driving Energy".

Tale piano conferma e rafforza il ruolo di Terna come regista del sistema energetico italiano e abilitatore della transizione ecologica, con un piano investimenti complessivo di 10 miliardi nel quinquennio 2021-2025, di cui circa 1,7 miliardi di euro nel 2022.

Terna: il commento di Equita SIM

Equita SIM evidenzia che l'Ebitda del primo trimestre è salito del 3% like-for-like, in linea con le stime, nonostante il taglio di 60 bps dell’Allowed Wacc.

I ricavi sono cresciuti del 4,6% principalmente grazie alle attività regolate, che includono circa 30 milioni di output based incentives, mentre i ricavi non regolati salgono del 4% a 82 milioni.

Positivo il trend dei capex, saliti del 20%, migliorando la visibilità sul target dell'intero 2022 di 1,7 miliardi di euro, in rialo del 13% anno su anno.

Il debito netto si riduce di 1,3 miliardi di euro, solo in parte giustificato dall’emissione del bond ibrido ed in parte per un effetto positivo del capitale circolante.

Gli analisti di Equita SIM evidenziano che il titolo tratta con un premio enterprise value/RAB 2022 del 35%, a premio rispetto a Snam e Italgas, rispettivamente del 24% e del 25%, giustificato dalle ben superiori opportunità di investimento.

La regulation garantisce una protezione dall’inflazione con l’aggiornamento della RAB per il deflatore degli investimenti fissi lordi, anche se con 2 anni di delay.

L’allargamento degli spreads viene riconosciuto nel Wacc: gli analisti non si aspettano si attivi il trigger per incrementare il Wacc di 50 punti base nel 2023.

Secondo Equita SIM, il multiplo prezzo-utili 2023 di 18 volte e lo yield del 4,6% sono ragionevoli per un asset di qualità come Terna.

Confermata la view bullish sul titolo, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 7,9 euro. 

Terna: la view di UBS

Bullish anche la view di UBS che oggi ha reiterato il rating "buy", con un target price a 9 euro, dopo la trimestrale in linea con le attese.
Secondo gli analisti Terna è sulla buona strada per centrare la guidance.