Mentre in tutto il mondo si cerca di convincere gli scettici ad aderire ai programmi di vaccinazione contro il Covid-19, c'è già chi guarda avanti. Andrew Baum, analista di Citi citato da Barron's, prevede infatti che in Occidente la terza dose sarà autorizzata per gli over-50 entro la fine del 2021. Baum ha anticipato le sue previsioni sull'arrivo del booster anche a causa delle pressioni esercitate da Pfizer in particolare sul governo Usa

Per Citi terza dose di vaccino approvata per over-50 entro 2021

La big pharma newyorkese, ovviamente, avrebbe da guadagnarne e non poco se venisse approvato il richiamo del vaccino sviluppato dalla tedesca BioNTech, potendo prolungare ulteriormente la crescita dei ricavi già registrata negli ultimi mesi. Il principale motivo, però, non è propriamente il profitto quanto la consapevolezza che l'emergere della variante Delta stia scombussolando i piani, limitando l'efficacia dei vaccini attualmente distribuiti. Anche se nei prossimi mesi aumenterà la concorrenza per Pfizer-BioNTech, con il debutto dei vaccini di Novavax e Sanofi, prodotti sviluppati proprio per la Delta non arriveranno prima del 2022 se non del 2023.

Pressioni da Pfizer su terza dose. Vaccino perde efficacia con Delta

A confermare indirettamente la necessità di una terza dose è stato proprio Ugur Sahin, chief executive di BioNTech, in un'intervista pubblicata domenica dal Wall Street Journal e citata da MarketWatch. “La protezione del vaccino contro la nuova variante è notevolmente inferiore", ha ammesso Sahin, che non ha però voluto esprimersi direttamente sul booster, a differenza di quanto fatto dalla partner Pfizer. "Il dibattito deve procedere senza di noi: forniremo solo dati e i governi dovranno dirci che cosa vogliono", ha spiegato.

Sahin di BioNTech aveva anticipato terza dose vaccino già in aprile

Sahin, per altro, già in aprile aveva detto a Barron's che i pazienti potrebbero avere bisogno di ricevere un'altra dose del vaccino 6-9 mesi dopo la seconda, e successivamente ogni 12-18 mesi. In giugno, alla conferenza di Barron's Investing in Tech, Sahin aveva indicato che le risposte anticorpali nelle persone che avevano ricevuto il vaccino erano stabili per quattro o cinque mesi dopo la seconda dose e dai sei mesi i livelli di anticorpi iniziavano a diminuire.

(Raffaele Rovati)