Non che ci fossero dubbi, dopo i dati sulle consegne diffusi a inizio mese, ma Tesla ancora una volta non ferma la sua corsa e, soprattutto, continua a mostrare quanto sia in grado di navigare meglio di chiunque altro le agitatissime acque dell'automotive (tra crisi dei chip, problemi di supply chain aggravati dalla guerra in Ucraina e onda lunga della pandemia in Asia). E così l'azienda di Elon Musk ha comunicato per il primo trimestre 2022 un rimbalzo dei ricavi dell'81% annuo a 18,76 miliardi di dollari, contro i 17,80 miliardi del consensus di Refinitiv. I ricavi del solo business automotive sono invece aumentati dell'87% annuo a 16,86 miliardi. Abbastanza per spingere Tesla in rally di quasi il 6% in after market (il titolo aveva però chiuso con un crollo del 4,96% la seduta di mercoledì al Nasdaq e rimane in declino di oltre il 18% da inizio anno).

Tesla non ferma la corsa e segna un rimbalzo dei ricavi dell'81%

Nei tre mesi l'eps rettificato è decollato da 39 centesimi a 2,86 dollari, contro i 2,26 dollari stimati dagli analisti. Risultato, quest'ultimo, che è in gran parte dovuto all'aumento dei prezzi dei listini. Tesla li aveva alzati a inizio marzo e non era certo stata la prima volta. Fred Lambert di Electrek in quell'occasione scriveva che "nel 2021 Tesla ha fatto così tanti aumenti di prezzo che abbiamo perso il conto". Musk ha più volte difeso la politica di pricing e lo ha fatto anche mercoledì. "Può sembrare che siamo irragionevoli nell'aumentare i prezzi dei nostri veicoli, dato che abbiamo registrato una redditività record nel trimestre, ma la lista d'attesa per i nostri veicoli è piuttosto lunga", ha sottolineato, suggerendo che il prezzo potrebbe essere "più ragionevole" quando i clienti riceveranno i loro veicoli tra sei mesi o un anno.

La corsa di Tesla non si ferma neppure sul margine, volato al 19,2%

Il margine operativo di Tesla è volato nell'ultimo trimestre al 19,2% dal 5,7% di un anno prima e ampiamente sopra anche al 14,7% del periodo precedente. Per quanto riguarda il solo business automotive il dato segna un progresso dal 26,5% al 32,9% e, nota Therese Poletti di MarketWatch, supera per la prima volta quota 30% senza l'aiuto dei crediti ambientali che fino allo scorso anno erano il principale fattore di crescita di Tesla (e certo la cosa non piaceva agli analisti). Certo, i costi potrebbero plausibilmente ridurre il margine entro fine 2022: i chip scarseggiano e i margini di profitto in quel settore suggeriscono anche decisi aumenti di prezzo, e lo stesso discorso si può fare per materie prime come il litio usato nella produzione di batterie.

Problemi a produzione ma Tesla punta a crescita consegne del 50%

Dubbi, per esempio, li esprime Dan Levy, analista di Credit Suisse, che prevede "un'inversione dalla recente striscia di crescite del margine di Tesla, a causa dell'aumento dei costi ma anche delle inefficienze di produzione". Tesla è reduce da uno stop di tre settimane per la gigafactory di Shanghai causato da nuovi record di contagi da Covid-19 che avevano spinto le autorità cinesi a sospendere le attività di aziende e fabbriche. E il riavvio della produzione va a rilento. Di nuovo rispetto al passato ci sono però gli impianti di Berlino e Austin ma Levy, riporta Reuters, non è così ottimista. "La cadenza del riavvio di Shanghai e il progresso di Berlino e Austin aggiungono elementi di incertezza alle consegne del 2022", spiega. Levy ha tagliato le stime di consegne 2022 di 100.000 unità a 1,42 milioni di vetture. Stiamo parlando, comunque, della crescita "comodamente" superiore al 50% annuo prevista già in gennaio da Tesla. Non una performance disprezzabile. (Raffaele Rovati)