Tesla è protagonista della rivoluzione elettrica dell'automotive ma è protagonista anche a Wall Street. Tra fan sfegatati e detrattori l'azienda di Elon Musk è divisiva come pochi altri titoli e, soprattutto, è difficile da valutare per gli analisti perché la sua crescita non ha paragoni nella storia delle quattro ruote. In agosto il consensus su Tesla era sostanzialmente spaccato in due: il 49% degli analisti ne consigliava ancora l'acquisto. Un buy ma non per tutti e oggi si aggiunge un'altra voce contraria. Quella di Matthew Portillo, analista di Tudor Pickering.

Tesla un buy ma non per tutti. C'è chi la considera sopravvalutata

Portillo, riporta Barron's, ha iniziato la copertura su Tesla con rating sell e prezzo obiettivo di 537 dollari, pari a circa il 29% sotto alla chiusura di giovedì al Nasdaq (a 753,64 dollari, con un modesto guadagno dello 0,23% nella seduta). L'analista, che per Tudod Pickering segue un mix di titoli energy e automotive, non sembra farsi impressionare dalle operazioni di Tesla anche se ne riconosce la crescita delle vendite, i vantaggi sulla concorrenza in termini di software (soprattutto per la guida autonoma) e la diversificazione delle attività (anche se le entrate dalle reti o dagli apparati per la ricarica "casalinga" delle batterie sono ancora residuali).

Per Tudor Pickering Tesla resta fondamentalmente sopravvalutata

"Non fraintendetemi, penso che Tesla abbia fatto un lavoro straordinario nel costruire un'attività di livello mondiale in una serie di segmenti", ammette Portillo per cui, però, alla fine l'azione rimane "fondamentalmente sopravvalutata". Per giustificare questa valutazione Portillo ritiene che dovrebbe riuscire a consegnare 8 milioni di vetture a guida autonoma (in grado di muoversi da sole all'interno di una città) entro il 2030. Visione eccessiva? Forse, ma eccessiva è la parabola di Tesla come eccessivo è anche lo spread tra bull e bear, tra buy e sell, sul titolo.

Tesla per il 47% degli analisti è comunque un buy a Wall Street

Lo spread tra bull e bear di Tesla non ha infatti paragoni. Rimuovendo i target price più estremi, tra la valutazione più positiva e quella più negativa, il differenziale tra bull e bear, nota Barron's, è intorno a 930 dollari (il prezzo obiettivo medio è di 666 dollari, contro i 423 di inizio 2021). Sul valore più elevato del consensus, superiore a 1.000 dollari, la capitalizzazione di Tesla sarebbe di oltre 1.000 miliardi di dollari. Su quello più basso, circa 200 dollari, Tesla sarebbe comunque la seconda casa automobilistica più capitalizzata al mondo, alle spale della giappone Toyota Motor. Ma quanti sono i buy? In leggero calo rispetto ad agosto, rappresentano comunque il 47% degli analisti, contro il 33% di inizio anno. Siamo pur sempre sotto alla media del 55% dell'intero S&P 500 ma è evidente come, nonostante Portillo, la popolarità di Tesla rimane in crescita a Wall Street. (Raffaele Rovati)