Tesla, che fare, comprare o no?

Tesla presenta conti convincenti

Ieri Tesla ha presentato dei dati trimestrali molto buoni: il risultato netto è salito a 1,62 miliardi di dollari (331 milioni lo scorso anno), bene oltre le attese, i ricavi, a 13,76 miliardi di dollari totali, hanno invece superato solo di poco il consensus (di 13,6 miliardi) e il dato dello stesso periodo del 2020, fermo a 8,77 miliardi. La redditività delle attività automotive è balzata al 27%, un livello record per almeno gli ultimi 5 trimestri. 

Tesla avverte, la produzione rischia di rallentare

Nonostante queste performance stellari il titolo ieri nel dopo borsa è arretrato leggermente, per poi riprendere invece a salire oggi (al momento 2,47% a 887 dollari circa). Come spesso accade il mercato guarda avanti, e si preoccupa per il futuro dal momento che la stessa Tesla ha avvertito che esistono fattori non controllabili dalla società, come la congestione dei porti e la carenza di microchip, che rischiano di rallentare la produzione. 

Per adesso questo non è accaduto, Tesla ha infatti registrato vendite in aumento, distinguendosi quindi da altri concorrenti che hanno avuto problemi a causa della carenza di chip dell'interruzione delle filiere. A questo proposito il cfo Kirkhorn (Elon Musk non era presente alla presentazione dei conti) ha dichiarato che la carenza di microprocessori si è fatta sentire anche per Tesla "Non siamo stati in grado di far marciare i nostri impianti a pieno regime, a causa della mancanza di componenti e delle incertezze sulla logistica".  

Sale l’utile per azione a 1,86 dollari

L'utile per azione comunque è salito a 1,86 dollari, superando di 27 centesimi le attese degli esperti. E il risultato non è un caso isolato, quello luglio-settembre è stato il nono trimestre consecutivo che ha visto registrare un utile. Le auto consegnate sono state 241.300, una crescita anno su anno del 73%. Nei tre mesi conclusi il 30 settembre 2021 la produzione è stata di 237.823 vetture. 

Tesla punta a produrre un milione di veicoli

In una nota Tesla ha dichiarato "Ci attendiamo che il margine operativo continui a crescere nel tempo", aggiungendo poi di avere sufficiente liquidità per finanziare "la nostra roadmap prodotti, i nostri piani di espansione di lungo termine e altre spese". Tesla punta a produrre un milioni di veicoli all'anno, per il momento gli analisti pronosticano il raggiungimento di 900mila consegne nel 2021.

Esiste il rischio “sell the news”?

Ma esiste il rischio che dopo questi conti, e con le incertezze riguardanti il futuro, non dipendenti dalla società, scatti l'effetto "sell on the news"?

Tesla, il giudizio degli esperti

Per gli esperti i target ancora non sono stati raggiunti. Secondo Dan Ives, di Wedbush, il titolo punta ai 1000 dollari, il suo giudizio quindi è "outperform". Anche Jefferies ha un giudizio positivo, "buy", e recentemente ha portato il target price da 850 a 950 dollari. Attenzione però perchè secondo il consensus di MarketScreener il prezzo target (media di 33 analisi) è a circa 700 dollari, decisamente più basso quindi dei valori attuali. Cerchiamo di capire con l'analisi tecnica chi potrebbe avere ragione.

Analisi tecnica, il quadro resta incerto

Il grafico evidenzia, per quello che riguarda la storia recente, un calo deciso tra il record del 25 gennaio a 900,40 dollari e il minimo del 5 marzo a 539,49 dollari, poi un primo tentativo di rimbalzo, terminato il 14 aprile a 780,79, e dopo una nuova discesa che ha avvicinato con i minimi di maggio quelli di marzo, una prolungata, ma abbastanza lenta, fase di recupero grazie alla quale i prezzi sono tornati in vista dei prezzi record di inizio anno. 

Purtroppo non ci sono elementi per dire se area 900 dollari verrà superata o meno. 

Quello che tuttavia è da tenere presente è l'uso dell'aggettivo "lenta" nel descrivere l'ultima fase rialzista. Proprio questa mancanza di incisività del rialzo costringe a considerare tutta la porzione di grafico dai minimi di marzo ad oggi come un elemento intermedio di una correzione complessa, alla quale potrebbe mancare ancora tutto un elemento ribassista per concludersi. Non è infatti inusuale che le fase di correzione, quelle che interrompono una tendenza, si compongano di tre elementi, due in direzione contraria al trend principale, qui il rialzo dai minimi del 2020, e una, intermedia, che invece tenta di riacciuffare i massimi. 

Al momento quindi l'ipotesi più credibile è quella che vede il titolo rimanere al di sotto di area 900 dollari per poi riprendere a scendere. Sotto il top di aprile di area 780 dollari il ribasso potrebbe anche estendere fino in area 650/700 dollari. 

Una chiusura di seduta, o meglio ancora di settimana, al di sopra di area 900 allontanerebbe invece lo scenario ribassista. Target in quel caso in area 1000 dollari almeno. Prudentemente sfruttare quindi i prezzi attuali per neutralizzare eventuali posizioni al rialzo in essere, avviandone di nuove solo a seguito di una stabilizzazione oltre area 900.

(Alessandro Magagnoli)