Riprendo dopo 2  giorni di pausa, e l'azionario ha continuato il rimbalzo,  arrivando a recuperare interamente le  perdite di Settembre. Spettacolare la  performance di Wall  Street, con l'S&P  500 (ieri +0.74%) in grado di inanellare 5 sedute positive consecutive (vedremo se oggi farà  la  sesta), arrivando a un passo dal record  storico. Performance analoga del  Nasdaq (+0.72%,  a  sua volta  al  quinto  progresso) che si è ben emancipato dai rendimenti, che hanno continuato a salire, con il  10 anni treasury in grado di segnare 1.64% di rendimento, massimo da inizio giugno. Dopo l'appiattimento aggressivo di metà  ottobre, negli ultimi giorni le curve si sono "raddrizzate" con i rendimenti sulla parte lunga in aumento e quelli a breve in correzione.  Ciò, insieme con la forza dell'azionario e delle commodities, ha riportato in auge, come tema di investimento, il reflation trade, dopo che la  discesa era stata caratterizzata da sentori di stagflazione, e il primo rimbalzo era coinciso con l'arresto della salita dei rendimenti.

Tornando alla performance strepitosa dell'S&P 500, il progresso totale della recente serie positiva (5 sedute) ammonta a un 3.9%, decisamente non banale. Il movimento è stato  accompagnato da un discreto calo della volatilità  implicita, col Vix sceso sotto 16, un livello di recente bucato solo occasionalmente a Giugno ed Agosto. Aggiungiamo che da qualche seduta l'S&P 500 si appoggia alla sua bollinger band superiore e secondo me gli ingredienti per una correzione nelle prossime sedute ci sono tutti.

Di serie positive di 5 sedute ce ne sono state addirittura 2 ad Agosto, entrambi di entità inferiore a quella di oggi.  In entrambi i casi dopo si è  avuto un consolidamento, che non ha impedito di fare nuovi massimi successivamente. A fine giugno la serie è giunta a 7 sedute (per poco più  di 2 punti totali però). A Luglio però vi è stato in consolidamento. In sostanza, il mini backtest mostra che queste serie solitamente comportano un payback, ma il più delle volte il trend rialzista si riafferma subito dopo. La correzione di settembre è stata preceduta da una fase un po' più mista, infatti.

La seduta asiatica ha avuto un tono contrastato. Tokyo ha mostrato incrementi marginali, ma il consolidamento è giustificato dai progressi dei giorni precedenti. Prosegue il rimbalzo di Hong Kong e delle "H" shares cinesi, in un contesto di news che restano brutte, ma nel breve sono probabilmente scontate.

  • Evergrande avrebbe comunicato che intende pagare gli interessi dei bonds domestici, ma questo sembra indicare che quanto dovuto ai creditori esteri (ammontare 277 mln $ già  maturato e non pagato da fine settembre) verrà lasciato scadere e vi sarà default tecnico.
  • Intanto, i prezzi delle case in Cina sono calati a Settembre per la  prima volta da 6 anni (Maggio 2015). Il calo è dello 0.1% anno su anno, nelle principali 70 citta cinesi. Non credo che resterà un episodio isolato. Oltre a ciò, l'ultima occasione in cui questo fenomeno si è osservato mi riporta alla mente che, tre mesi dopo quella data, ad Agosto 2015, ci fu la brusca svalutazione dello Yuan che innescò una fase di volatilità bella robusta che durò mesi, legata al rallentamento cinese e ai deflussi di capitali dal paese. Ora la situazione globale è  diversa, ma lo  Yuan è  sui massimi di periodo, a poca distanza dal marcare il massimo contro Dollaro dal Maggio 2018. Il che è un po' in antitesi con quanto stiamo vedendo. Il GDP del terzo  trimestre e i dati macro  di settembre, pubblicati lunedì, nel complesso non sono stati un bel vedere.

Saranno considerazioni come queste che hanno mantenuto al palo le "A" shares cinesi. Degli altri indici, solo Sydney, galvanizzata dalle commodity, ha mostrato forza,  mentre gli altri sono rimasti o al palo ( Taiwan, Jakarta), o hanno corretto (Mumbai, Seul).

L'apertura europea è avvenuta con un tono nervoso, che si è protratto per tutta la mattina. Un ruolo in questo nervosismo può essere attribuito forse al fatto che il quadro sul Covid ha smesso di migliorare da un po', e si parla invece di nuove varianti UK. Domani pubblico un quadro più  preciso. Il mood opaco ha anche avuto ragione di una tendenza dei rendimenti a salire che è progressivamente rientrata in EU.

L'inflazione UK di settembre è uscita leggermente sotto attese. Ma parte degli effetti energy compariranno nei prossimi mesi.

A metà mattinata la pubblicazione del current account EU di Agosto ha mostrato un saldo in forte calo (da 21.6 a 13.4 bln). Non abbiamo ancora dentro la salita parabolica dei costi dell'energy, che potrebbero rendere la bilancia dei pagamenti ancora più debole, un fattore di cautela per la divisa unica.

In tarda mattinata il Presidente della Bundesbank e membro ECB tedesco Weidmann ha annunciato le  dimissioni a fine anno per motivi personali. Weidmann è un falco e il suo rimpiazzo potrebbe esserlo di meno, visti i cambiamenti politici in Germania.

Ma non credo che cambierà molto, perchè i falchi non hanno avuto grossa voce di recente nel Governing Council. Nell'occasione Citigroup ha riportato un utile diagramma dove sono riepilogati i membri del Governing Council classificati per tendenza a Falco/Colomba.

Nel pomeriggio non erano previsti dati in US (stasera abbiamo il Beige Book Fed). Wall Street ha aperto bene e questo ha dato un po' di stabilità  ai mercati azionari europei. Il petrolio stava avendo una giornata di tranquillo consolidamento, quando una pubblicazione di scorte in calo (EIA: Crude -431k Bbl, Median Est. +2,000k Bbl) ne ha invertito la tendenza. La chiusura europea vede i principali indici mostrare progressi modesti, con l'eccezione di Milano, che è stata favorita dalla forza delle utilities e dei finanziari. Il  Dollaro resta in ritracciamento sui principali cross, mentre un asta di 20 anni treasury non troppo brillante ha stoppato il  rimbalzo dei bonds in US. Bene Commodity e preziosi. Wall Street ha perso un po' momentum dopo la chiusura europea, ma naviga sempre su livelli che le permettono di segnare la  sesta seduta positiva di seguito. Vediamo se ce la fa a chiudere sul  record storico.