Il Consiglio di Amministrazione di Tod’s S.p.A. ha approvato ieri i dati di vendita del Gruppo Tod’s relativi al primo trimestre 2021 (1 gennaio – 31 marzo 2021).   

Tod’s, fatturato in crescita del 17% su base annua

Nei primi tre mesi del 2021, il fatturato consolidato del Gruppo Tod’s ammonta a 178,7 milioni di Euro, in crescita del 17% rispetto al primo trimestre 2020. 

Tod’s, negativo l’effetto del cambio

Negativo l’impatto delle valute, che è particolarmente visibile per i marchi Tod’s e Roger Vivier, che hanno la maggiore presenza all’estero; a cambi costanti, utilizzando cioè gli stessi cambi medi dei primi tre mesi del 2020, comprensivi degli effetti delle coperture, i ricavi sono pari a 181,6 milioni di Euro, in crescita del 18,8% rispetto al primo trimestre 2020.  

Tod’s, confronto con 2019 ancora perdente

Anche in seguito all’atteggiamento di prudenza adottato durante la pandemia e alla decisione strategica di non immettere troppa merce sul mercato, per proteggere il prestigio dei marchi e non creare confusione nei consumatori, i ricavi del corrente esercizio sono comunque inferiori del 16,3%, rispetto al primo trimestre del 2019, a cambi costanti. 

Tod’s, crescita a tripla cifra in Cina

Diego Della Valle, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo, ha così commentato: “I numeri del trimestre riflettono il diverso impatto della pandemia. Abbiamo registrato una crescita a tripla cifra in Cina, bellissimi i risultati del marchio Roger Vivier”. Nell'area Greater China (Cina Continentale, Hong Kong, Macao e Taiwan) è stata realizzato un +136,7% di vendite (+141,9% a cambi costanti).

Bene l’e-commerce

Della Valle sottolinea che è molto forte anche il canale e-commerce, con una crescita molto sostenuta, superiore anche alle aspettative. “Abbiamo registrato risultati eccellenti in quelle aree del mondo in cui abbiamo potuto tenere aperti i negozi, mentre sono stati più deboli i risultati nei paesi occidentali, penalizzati dai lunghi periodi di chiusura dei negozi”. 

Tod’s, aumenta il peso di LVMH

Della Valle ha proseguito “Come già comunicato qualche giorno fa, la mia famiglia ha ceduto un pacchetto di azioni al Gruppo LVMH, che ha così portato al 10% la partecipazione in Tod’s; questa operazione consolida un’amicizia che lega me e la mia famiglia a Bernard Arnault e la sua, da oltre 20 anni. La condivisione dei valori del lusso, della qualità e della desiderabilità dei prodotti potrà essere un ottimo motivo per pensare ad eventuali opportunità da cogliere insieme nel futuro. Pur consapevoli del complicato scenario economico mondiale, affrontiamo con entusiasmo e ottimismo l’esercizio in corso, molto convinti dei nostri prodotti e delle nostre strategie”.

Dalla conference call con gli analisti è emerso che per il momento, anche se una ulteriore collaborazione tra Tod’s e LVMH è una possibilità, non è stato siglato nessun accordo né vi sono colloqui in corso. E’ comunque ragionevole ipotizzare che in futuro possa venire fatto qualche cosa.

Broker positivi su Tod’s

Banca Akros ha portato il prezzo obiettivo sul titolo a 37 euro da 25 euro e ha confermato il giudizio “neutral” dopo il dato sui ricavi nel primo trimestre 2021. Per gli esperti a sostenere il titolo è anche una componente speculativa. Anche i fondamentali dovrebbero comunque migliorare grazie alla crescente esposizione verso mercati in rapida crescita.

Tod’s, target analisi tecnica a 47 euro

Il titolo ha già corso molto dai minimi di ottobre a 17,80 euro spingendosi il 12 maggio a testare quota 44,40 (quasi il 150% di rialzo dai minimi) e non ci sarebbe nulla di strano se i prezzi si prendessero ora una pausa, complice anche il sentiment negativo generalizzato della borsa. Di recente comunque le quotazioni hanno superato in area 41,50 il 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di maggio 2018, un segnale di forza che dovrebbe permettere il proseguimento della fase ascendente dopo una eventuale pausa. Primo obiettivo a 47 euro, successivi in area 52,15, massimo di agosto 2019, e a 54,70, lato alto del gap ribassista del 7 novembre 2018. Flessioni fino in area 40 euro non danneggerebbero l'uptrend, sotto qui livelli rischio invece di ricopertura del gap rialzista del 23 aprile con base a 35,48 euro.

(Alessandro Magagnoli)