Una settimana complessivamente positiva per il settore finanziario a stelle e strisce, impegnato nella presentazione dei risultati semestrali, si è chiusa in deciso recupero al traino del rally del 3,80% registrato da Goldman Sachs Group, che ha conquistato la vetta del Dow Jones Industrial Average, piazzandosi anche tra i migliori dell'S&P 500. Indice, quest'ultimo, che ha visto invece Wells Fargo & Co. segnare la seconda migliore performance (tra i top del Dow Jones si sono piazzate anche American Express, Visa e Jp Morgan Chase & Co.). Il successo di Goldman Sachs è stato decretato dal boom dell'M&A che ha caratterizzato questo 2021 e che ha visto nel solo terzo trimestre le maggiore investment bank globali partecipare a deal per oltre 1.500 miliardi di dollari secondo i dati di Refinitiv, citati da Reuters.

Un terzo trimestre da record per Goldman Sachs grazie all'M&A

E Goldman, si sa, è la protagonista dell'M&A. Se finora i risultati dei colossi bancari Usa erano stati a due velocità, anche se comunque complessivamente positivi, Goldman mette il sigillo su un terzo trimestre che, per il gruppo guidato dal chief executive David Solomon, è stato contraddistinto dal rimbalzo del 225% dei ricavi da financial advisory, saliti a 1,65 miliardi di dollari, mentre quelli dell'underwriting, grazie alla ripresa delle Ipo, sono comunque cresciuti del 33% annuo a 1,90 miliardi. Complessivamente l'investment banking di Goldman ha messo a segno il secondo migliore trimestre della sua storia, con ricavi rimbalzati dell'88% annuo a 3,7 miliardi di dollari, contro i meno di 3 miliardi attesi da Wall Street.

Il successo di Goldman nel rimbalzo del 225% del financial advisory

Finora la reazione di Wall Street era stata negativa per Jp Morgan (in calo del 2,64% mercoledì al Nyse dopo la sua trimestrale) ed estremamente positiva per Bank of America (BofA), che alla fine è stata la più premiata dagli investitori (4,52% il rimbalzo giovedì, migliore performance per un titolo bancario). Nel mezzo c'erano state anche quelle di Citigroup, Morgan Stanley e Wells Fargo. Se quelle di Jp Morgan e Morgan Stanley soprattutto avevano comunque beneficiato della tendenza positiva per l'investment banking innescata dall'M&A, BofA, Citi e Wells Fargo avevano invece registrato benefici soprattutto dal rilascio delle riserve a copertura dei rischi sui prestiti.

L'M&A spingerà i risultati di Goldman anche nel quarto trimestre

Il terzo trimestre, comunque, è stato tutt'altro che disprezzabile anche in ambito retail per Goldman Sachs. I ricavi della divisione Consumer Banking sono saliti del 17% annuo a 382 milioni di dollari, grazie all'aumento delle attività nelle carte di credito e alla crescita dei depositi, mentre i prestiti complessivi sono lievitati del 28% a 143 miliardi di dollari. In totale Goldman ha registrato nei tre mesi un balzo dei profitti netti del 63% annuo (contro il 38% di Morgan Stanley, il 24% di Jp Morgan e il 48% di Citi) a 5,28 miliardi di dollari. L'eps si è attestato a 14,93 dollari, a fronte di ricavi in rialzo del 26% annuo a 13,61 miliardi. Ampiamente sopra ai 10,18 dollari e 11,68 miliardi rispettivamente del consensus di Refinitiv. Un successo, appunto, che sembra destinato a proseguire anche nei prossimi mesi. "Rimango ottimista: i livelli di attività rimangono elevati, in particolare nell'investment banking", ha dichiarato Solomon. (Raffaele Rovati)