Nonostante la cautela espressa sulla ripresa dell'economia, il mercato ha apprezzato i risultati trimestrali di Ubs e ancora più la volontà di restituire soldi agli investitori, attraverso cedole e buyback. Il risultato è stato un rally di quasi il 4% all'avvio delle contrattazioni a Zurigo per Ubs, in una seduta comunque positiva per i mercati europei, nonostante lo scivolone segnato in precedenza dalle piazze asiatiche. Ubs ha registrato nel quarto trimestre un balzo dei profitti netti del 137% annuo, dopo il 99% messo a segno nel precedente periodo (migliore terzo trimestre in dieci anni per la banca elvetica). Parte sotto i migliori auspici quindi il mandato del chief executive Ralph Hamers, in carica da inizio novembre e che per la prima volta presenta una trimestrale del gruppo svizzero.

Ubs va oltre i 3.000 miliardi di gestito nel wealth management

Nei tre mesi alla fine di dicembre Ubs ha registrato 1,71 miliardi di dollari di profitti, contro i 722 milioni del pari periodo del 2019 e i 967 milioni del consensus di Refinitiv. L'utile operativo è cresciuto del 15% annuo a 8,12 miliardi di dollari. I profitti prima delle tasse della divisione wealth management si sono attestati a 936 milioni di dollari, contro i 904 milioni attesi dagli analisti, quelli dell'investment banking sono invece stati pari a 529 milioni, contro i 232 milioni del consensus. Hamers, intervistato dalla Cnbc, ha sottolineato come il gestito del wealth management sia superiore a 3.000 miliardi di dollari. "Fondamentalmente questo mostra il successo di Ubs, che è un asset manager molto forte, un wealth manager molto forte e se i mercati si riposizioneranno anche l'investment banking funzionerà davvero bene", ha notato Hamers.

Per l'istituto svizzero nuovo programma di buyback da 4,5 miliardi 

Come nota Bloomberg, Ubs fornisce la prima indicazione di come il 2020 si sia chiuso per l'investment banking in Europa, dopo che le trimestrali Usa (con pezzi da novanta come Goldman Sachs e Jp Morgan Chase & Co.) hanno visto crescite medie del 10% per i ricavi dal fixed income e del 35% nell'azionario (5% e 28% invece gli incrementi registrati dall'istituto di Zurigo). In ogni caso Ubs ha annunciato l'avvio di un nuovo piano di riacquisto di azione proprie per complessivi 4,5 miliardi. Il buyback durerà tre anni ma già nell'attuale trimestre il colosso bancario elvetico riacquisterà titoli per 1 miliardo di dollari, una volta chiuso il precedente programma cui mancano ancora un centinaio di milioni. Non solo, in un periodo in cui comunque le banche sono ancora scoraggiate dal pagare dividendi, Ubs ha proposto una cedola di 37 centesimi di dollaro per il 2020.

(Raffaele Rovati)