Seduta incerta per Unicredit che, dopo aver ceduto circa due punti percentuali ieri, ha provato inizialmente a recuperare terreno oggi, salvo poi cambiare direzione di marcia e terminare gli scambi in rosso.

Unicredit in calo anche oggi

A fine seduta il titolo è stato fotografato a 9,88 euro, con un calo dello 0,3% e oltre 13 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 18,5 milioni.

Anche oggi Unicredit ha ceduto il passo ad alcune prese di profitto dopo il rialzo messo a segno nelle ultime tre sessioni della scorsa settimana.

Al pari di altri bancari, anche Unicredit è finito sotto la lente dopo i risultati degli stress test diffusi venerdì scorso a mercati chiusi.

Unicredit: per Equita esito stress test è complessivamente positivo

Gli analisti di Equita SIM ritengono che Unicredit emerga in maniera complessivamente positiva dallo stress test.

L’elemento più importante, secondo gli esperti, è che in un contesto macro particolarmente sfidante designato nello scenario avverso, Unicredit, atterrando con un CET1 al 9.2%, rispetto al 9,3% nello stress test 2018, riesca a mantenere un buffer positivo rispetto ai requisiti SREP.

Questo è dovuto principalmente all’ottima posizione di partenza in termini di CET1, pari al 15,1%, che permette di assorbire un consumo di capitale elevato.

Nello scenario avverso infatti Unicredit realizzerebbe una perdita cumulata significativa di 7,3 miliardi di euro, a causa di un calo marcato dei ricavi e dell’aumento del costo del rischio, che tuttavia rimarrebbe complessivamente sotto controllo.

Complessivamente il consumo di capitale nello scenario avverso è spiegato principalmente da perdite generate nel triennio pr 218 punti base, RWA inflation per 79 basis points, deduzione DTA per 75 punti base e altri elementi per 221 basis points.

Unicredit: analisti credono in buy-back e dividendi

Analizzando l’intero panel delle banche partecipanti allo stress test, Equita SIM evidenzia che Unicredit si posiziona nel terzo quartile, sia per posizione assoluta di CET1, che per consumo di capitale nello scenario avverso.

Nonostante un posizionamento assoluto non particolarmente brillante, gli analisti ritengono che la resilienza della posizione di capitale nello scenario avverso dovrebbe portare, a parità di altre condizioni, ad ottenere l’autorizzazione per il buyback straordinario di 652 milioni di euro (yield 3%) dopo il 30 settembre e il ripristino della propria politica di remunerazione.

In attesa di novità, la SIM milanese conferma la raccomandazione "buy" sul titolo, con un prezzo obiettivo a 13 euro, valore che implica un potenziale di upside di oltre il 31% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.