Unicredit: arrivano messaggi positivi. Su cosa?

Unicredit finisce soto la lente dopo un meeting di alcuni analisti con i vertici del gruppo.

Anche la seduta odierna si è conclusa nel segno della cautela per Unicredit, fermatosi a ridosso della parità.

Dopo aver ceduto lo 0,14% ieri, il titolo ha proposto un copione simile oggi, fermandosi a 31,37 euro, con un impercettibile rialzo dello 0,02% e oltre 14,5 milioni di azioni passate di mano, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 10 milioni.

Unicredit: spunti da un meeting con il top management

Gil analisti di Equita SIM hanno recentemente tenuto un meeting con il top management di Unicredit, nel quale sono emersi messaggi a loro avviso molto solidi sulla capacità della banca di sostenere un elevato livello di redditività e remunerazione anche in un’ottica di medio/lungo termine.

In particolare, Unicredit si è mostrata particolarmente confidente di riportare anche nei prossimi anni un livello di utile simile a del 2023l pari a circa 8,6 miliardi di euro. La banca si aspetta di beneficiare di una significativa riduzione di costi sotto la linea operativa tra oneri di integrazione e oneri sistemici, di una guidance di costo del rischio inferiore a 20 punti base grazie ad un costo del rischio ordinario su livelli contenuti.

Unicredit: focus sul net interest income

A livello di net interest income, Unicredit ritiene di poter conseguire un dato in leggero calo nel 2024, dovuto ad un deposit beta visto prudentemente in aumento e ad una riduzione del contributo della Russia, effetto in parte compensato dal beneficio del replicating portfolio, mentre il livello medio di tassi è atteso in linea con quello del 2023.

Unicredit ritiene di avere minore sensitivity a un calo dei tassi rispetto ai competitors, considerando la minore crescita del net interese income nella fase di rialzo dei tassi, legata alla presenza in mercati con maggiore deposit beta, a un minor beneficio da effetto volume conseguente alla strategia di riallocazione del mix di portafoglio e a un replicating portfolio maggiore.

Nel corso del meeting, Unicredit ha ribadito di avere spazio per incrementare le commissioni di 1,4 miliardi di euro entro il 2026, grazie ad azioni manageriali e solo in parte legate a dinamiche di mercato.

Unicredit: sotto la lente il capitale

Sul fronte del capitale Unicredit ha indicato di non avere avuto indicazioni relative a cambi dei requisiti di capitale.

La forte generazione organica di capitale permetterà di mantenere per lungo tempo elevati livelli di remunerazione.

Fino al 2026 Unicredit ha ancora spazio per ottimizzare i RWA, mentre dal 2027 potrà beneficiare di 4,2 miliardi di euro di imposte differite, quindi almeno per i prossimi 5 anni la generazione di capitale è attesa essere superiore rispetto alla generazione di utile.

Il gruppo ha confermato un approccio disciplinato a M&A, prefiggendosi un livello minimo di IRR da eventuali operazioni in area 15%.

La banca potrebbe considerare anche alcune piccole operazioni in ambito fintech, per rafforzare canali distributivi e fabbriche prodotto.

Qualora non venissero individuate opportunità, Uncredit distribuirà progressivamente l’eccesso di capitale.

Confermato che eventuali aggiornamenti sull’utilizzo del capitale in eccesso verranno forniti con i risultati del primo trimestre del 2024, dopo l’assemblea del 12 aprile che rinnoverà il CdA.

Unicredit: il giudizio di Equita SIM

Gli analisti Equita SIM confermano una visione positiva su Unicredit, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 34,5 euro.

Il titolo continua a trattare a valutazioni attraenti, con multipli su cui gli analisti vedono spazio di rerating soprattutto qualora la strategia di crescita delle commissioni si confermi efficace.

Unicredit offre inoltre un elevato livello di remunerazione e un potenziale upside dall’impiego del significativo capitale in eccesso della società, ad oggi non pienamente riflesso nelle valutazioni.

Davide Pantaleo
Davide Pantaleo
Davide Pantaleo da quasi un ventennio si occupa di Borsa e Finanza. Dopo aver svolto per diversi anni l'attività di promotore finanziario in Italia e all'estero, nel 2005 entra nel team di Trend-online con l'incarico di redattore.
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