In una giornata in cui le vendite hanno avuto la meglio a Piazza Affari, anche Unicredit ha continuato a perdere quota, muovendosi quasi in linea con il Ftse Mib.

Unicredit ancora in rosso dopo il crollo di venerdì

Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un crollo di oltre quattro punti percentuali, oggi ha provato a risalire la china, salvo poi cambiare direzione di marcia.

A fine giornata Unicredit si è fermato a 8,021 euro, con una flessione del 2,54% e volumi di scambio elevati, visto che sono transitate sul mercato oltre 35 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 28,5 milioni.

Al pari di altre banche, anche Unicredit non è stato aiutato dall'andamento del mercato obbligazionario.
Lo Spread BTP-Bund è salito del 2,96% a 204,9 punti base, mentre i BTP sono riusciti in qualche modo a difendersi e hanno visto rientrare quasi interamente le vendite accusate nl corso della seduta, con il rendimento del decennale fermatosi al 3,155%, in lieve rialzo dello 0,29%. 

Unicredit: intervista all'AD. Alcuni punti salienti

Unicredit è rimasto sotto la lente dopo che il gruppo giovedì scorso ha diffuso i conti del primo trimestre.  
Quest'oggi l'attenzione è stata calamitata da un'intervista che il CEO del gruppo ha rilasciato a Milano Finanza.

Quanto ai principali spunti, gli analisti di Equita SIM evidenziano che, coerentemente con quanto indicato con la presentazione dei risultati del primo trimestre, lo scenario di perdita estrema elaborato per le esposizioni in Russia, pari a 128 punti base, di cui circa 92 basis point già assorbiti nel nei primi tre mesi di quest'anno, è stato ritenuto poco probabile.

Unicredit ha comunque la solidità patrimoniale per poter fronteggiare anche l’impatto più estremo.

Al momento la banca guidata da Andrea Orcel non sta osservando concreti segnali di deterioramento dell’economia italiana, tuttavia, alla luce dell’evoluzione del quadro internazionale, la banca si sta muovendo in maniera proattiva per anticipare quelle situazioni in cui potrebbero emergere delle difficoltà.

In Italia, Unicredit ha rafforzato le proprie quote di mercato nei prodotti a maggior valore, con una market share del 12% nei prestiti personali e nei prodotti protezione, sopra il 17% nelle assicurazioni vita, contro una quota di mercato sui prestiti di circa il 10%.

Unicredit e l'M&A. La view di Equita SIM

Sul fronte M&A è stato ribadito il concetto per cui la crescita per vie esterne non deve essere vista come un obiettivo per sé, quanto come un acceleratore per raggiungere gli obiettivi industriali della banca.

Equita SIM evidenzia altresì che nell'intervista il CEO di Unicredit ha ribadito che Banca Monte Paschi è un capitolo chiuso per l'istituto di Piazza Gae Aulenti e che al momento non ci sono le condizioni per una fusione all’estero.

Non cambia intanto la view della SIM milanese che su Unicredit mantiene fermo il rating "buy", con un target price a 14,1 euro, valore che implica un potenziale di upside di oltre il 75% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.

Unicredit: Berenberg dice buy e alza il target price

Buone notizie anche da Berenberg che oggi ha reiterato il rating "buy" sul titolo, con un prezzo obiettivo alzato da 12,5 a 13,5 euro. 

Secondo gli analisti, ora gli investitori dovrebbero essere più fiduciosi nelle prospettive di distribuzione del capitale di Unicredit, dopo che il gruppo ha fatto chiarezza sulle perdite attese dalla Russia.

Un altro aspetto molto interessante è il via libera regolamentare a eseguire parte del buy-back, notizia non ancora scontata dal mercato.

Se poi Unicredit dovesse essere in grado di realizzare anche la seconda tranche da 1 miliardo dl buy-back 2021, allora l'utile per azione stimato da Berenberg aumenterebbe del 5% e il fair value a 14,31 euro, il 6% in più rispetto a quello indicato attualmente.