A Piazza Affari la seduta odierna è stata vissuta in positivo dai titoli del settore bancario che hanno beneficiato della positiva intonazione del Ftse Mib.

Ftse Mib: banche in positivo tranne Banco BPM

L'unica eccezione è stata quella di Banco BPM che è sceso in controtendenza, riportando un calo dello 0,49% a 3,027 euro.

Si sono mossi di pari passo Mediobanca e Bper Banca che hanno guadagnato l'1,31% e l'1,39%, ma è riuscito a fare meglio Intesa Sanpaolo che ha portato a casa un progresso dell'1,5%.

A indossare la maglia rosa è stato Unicredit che ha occupato una delle prime posizioni nel paniere del Ftse Mib, con un rialzo dell'1,93% a 8,905 euro.

Banche: le attese di Equita SIM sui conti del 1° trimestre

Le banche di Piazza Affari oggi sono finite sotto la lente di Equita SIM che hanno diffuso un report, nel quale hanno presentato l'analisi di possibili impatti sul settore alla luce del mutato contesto macroeconomico.

Gli analisti spiegano che con il conflitto tra Russia e Ucraina ancora in corso, il rallentamento economico è destinato a diventare più evidente nel corso dell’anno.

Gli esperti colgono così l’occasione per scattare una fotografia del settore bancario italiano e rivedere le loro stime per il periodo 2022-2024.

Per il primo trimestre di quest'anno, gli analisti si aspettano che l’impatto del conflitto sul settore, ad eccezione delle banche con esposizioni dirette a Russia/Ucraina, sia ancora limitato e complessivamente non rilevante per i trend che probabilmente emergeranno nei mesi successivi.

Per questo motivo, gli analisti ritengono che, più che sui risultati trimestrali, il focus sarà sulle indicazioni che le banche forniranno sia sui segnali di deterioramento economico che sul fronte dei tassi di interesse.

Banche: gli analisti rivedono le stime

Contestualmente, gli esperti hanno rivisto le loro stime aggregate 2022-2023-2024 sull'utile netto, rispettivamente del -31%, -13%, -4%, per renderle più coerenti con il mutato contesto macro.

La revisione delle stime a livello aggregato è principalmente legata a minori commissioni e utili da trading sul lato dei ricavi e a un costo del rischio più elevato sotto la linea operativa.

Gli analisti confermano invece sostanzialmente le loro stime di net interest income, con una dinamica più favorevole sul fronte tassi compensate da un rallentamento sulla crescita dei loans.

Il settore ha subìto un significativo derating, con le principali banche italiane quotate che hanno perso in media il 22% della loro capitalizzazione di mercato, o circa 34 miliardi di euro, nel periodo compreso tra metà febbraio e il 26 aprile, con il rapporto prezzo-tangible equity medio sceso da 0,65 a 0,5 volte.

Banche: la view resta positiva su Unicredit, Intesa, Mediobanca e BPM

Gli analisti di Equita SIM continuano a mantenere una view complessivamente positiva sul settore bancario.

Da un lato il derating subito sconta già secondo gli esperti uno scenario molto negativo, dall’altro lato le banche italiane stanno approcciando la crisi in buono stato sotto il profilo del capitale e dell’asset quality.

A differenza del passato, il contesto dei tassi d’interesse potrebbe essere finalmente di supporto.
Tra le blue chip, la SIM milanese conferma la sua visione positiva su Banco BPM, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, mentre Credem è il nome preferito tra le mid-cap.

Banco BPM: target price ritoccato al ribasso del 3%

Nel dettaglio, per Banco BPM è confermata la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo tagliato del 3% a 3,6 euro, valore che implica un potenziale di upside di circa il 19%.

Pesante sforbiciata per Unicredit e Intesa: quale salirà di più?

Anche Intesa Sanpaolo è coperto con un rating "buy", a fronte di un target price tagliato del 14% a 2,7 euro, che offre un margine di apprezzamento del 38%.

Sforbiciata anche per Unicredit che da una parte vede confermata la raccomandazione "buy" e dall'altra subisce una riduzione del fair value del 14% a 13,9 euro, valore che offre comunque un potenziale di apprezzamento del 56%.

Cauta la vew su Bper Banca

Cauta la strategia suggerita per Bper Banca, con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo tagliato del 7% a 2,2 euro, con un margine di crescita del 37% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.