Universal Music Group (Umg) vola al debutto ad Amsterdam, per una valutazione dell'etichetta discografica di artisti del calibro di Lady Gaga e Billie Eilish (ma anche i cataloghi di mostri sacri come Beatles o Bob Dylan) che rimbalza fino a quota 50 miliardi di euro. Lunedì l'Ipo di Umg era stata prezzata a 18,50 euro per azione, per una valutazione di 33,5 miliardi ma la seduta è partita da 25,00 euro di valore, il 37% sopra al pricing. Tuttavia Vivendi, il colosso dei media che controlla Umg dal 2000, non festeggia la notizia: il titolo del colosso transalpino dei media segna infatti un crollo di quasi il 15% a Parigi.

Universal decolla al debutto ad Amsterdam. Vale oltre 50 miliardi

Vivendi parallelamente al debutto di Umg ha confermato i piani, già approvati dall'assemblea degli azionisti, per la ridistribuzione del capitale della sussidiaria. Ai soci di Vivendi andrà il 59,87% di Umg, per un rapporto di uno a uno (un'azione Umg per ogni titolo Vivendi in portafoglio). Da parte sua Vivendi resterà con una partecipazione del 10,13% dopo che in agosto era stato ceduto un altro pacchetto del 10% a Pershing Square Holdings. In giugno l'hedge di Bill Ackman aveva raggiunto l'accordo per acquistare la quota attraverso la Spac (special purpose acquisition company o blank check company) Pershing Square Tontine Holdings (Psth). Dopo avere discusso con la U.S. Securities and Exchange Commission (Sec) e anche a causa dell'opposizione di diversi investitori, Pershing Square aveva in seguito deciso di rinunciare alla complessa operazione ma non all'investimento in Umg.

Vivendi crolla a Parigi. Bolloré festeggia plusvalenza su Universal

Lo scivolone sul listino è motivato dai dubbi sul valore dell'operazione per Vivendi che, come ricorda la Cnbc, genera tre quarti dei suoi profitti proprio grazie al business musicale. Se strategicamente la scelta di Vivendi può essere discutibile sicuramente non lo è per il suo principale azionista Vincent Bolloré. Il finanziere bretone grazie all'Ipo incassa una significativa plusvalenza (il suo pacchetto valeva 6 miliardi di euro ma sulla base del pricing di lunedì).

Universal decolla ad Amsterdam. Rally al Nasdaq per Warner Music

Il collocamento, però, è importante anche per il settore nel suo complesso. Per gli analisti di Jp Morgan Chase & Co. Umg è un buy o, meglio un "must have". Il colosso di Wall Street valuta il titolo 28 euro, prevedento quindi un ulteriore rimbalzo, ma l'effetto dell'Ipo potrebbe farsi sentire su un'altra delle Big Three del settore: Warner Music Group o Wmg (la terza è Sony Music Entertainment). "Riteniamo che Wmg sia sottovalutata e che Umg garantisca un premio data la maggiore scala, il track record, la gestione al top e una migliore governance", sostiene Jp Morgan. E non a caso avvicinandosi la riapertura di Wall Street, Warner è in rally di oltre il 4% al Nasdaq (dopo avere chiuso con una perdita del 2,78% la seduta di lunedì). (Raffaele Rovati)