Utility salgono anche grazie ai BTP. 2 titoli sotto la lente

Le utility guadagnano terreno sulla scia del rialzo del Ftse Mib e del calo dei tassi dei BTP. Focus sulle ultime novità.

utility teleriscaldamento

Sulla scia del recupero messo a segno dal Ftse Mib, che risale la china dopo la flessione della vigilia, tornano gli acquisti anche sulle utility.

Utility in positivo sul Ftse Mib

A salire più delle altre è Terna che guadagna l’1,26%, tallonata da A2A ed Hera che si apprezzano dell’1,14% e dell’1,1%.

A poca distanza troviamo Enel che viaggia in progresso dell’1,01%, mentre Snam e Italgas mostrano un vantaggio rispettivamente dello 0,91% e dello 0,79%.

A rimanere più indietro delle altre è Erg, che si accontenta di un rialzo dello 0,36%, più contenuto anche di quello messo a segno dal Ftse Mib.

Utility al traino dei BTP

Le utility trovano sostegno non solo nella positiva intonazione dell’indice di riferimento, ma anche nelle buone notizie che arrivano dal mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund cala dello 0,1% a 167,85 punti base, mentre gli acquisti sui BTP favoriscono un calo dei tassi, tanto che il rendimento del titolo a 10 anni arretra dello 0,8% al 3,714%.

Utility: regolazione transitoria per il teleriscaldamento

Le utility intanto restano sotto la lente dopo che, come parte del processo di regolazione in corso, l’Autorità per l’energia ha pubblicato nei giorni scorsi, le norme per il regime transitorio del Teleriscaldamento.

Tra i dettagli della regolazione, gli analisti di Equita SIM evidenziano in primis che il regime transitorio sarà valido per il 2024, anno durante il quale avverranno le consultazioni con gli stakeholders per il regime effettivo che partirà dall’1 gennaio 2025.

In secondo luogo, la regolazione stabilisce criteri di remunerazione e ricavi basati sul “costo evitato” del combustibile (gas) applicato ai volumi di calore forniti.

Nel caso in cui la produzione di calore derivi da generazione non legata al gas, l’autorità ha previsto un limite di 36 €/Mwh, modificabile a seconda dell’andamento dei prezzi del gas sui mercati.

La remunerazione è quindi il risultato della ponderazione tra volumi generati con gas e volumi generati da fonti non gas sulla base delle produzioni del 2023.

In terzo luogo, nella determinazione del costo evitato del combustibile non ci sono sostanziali variazioni rispetto alle precedenti delibere, con il riferimento fissato al costo della materia prima gas (incluse le accise specifiche) stabilito da ARERA per le condizioni economiche per i clienti vulnerabili.

A2A e Iren sotto la lente

Secondo gli analisti di Equit SIM, la metodologia transitoria non dovrebbe portare, nel 2024, a modifiche sostanziali rispetto all’attuale rendimento degli assets di teleriscaldamento per A2A.

Da verificare invece i potenziali impatti per Iren, anche se gli analisti ritengono che il mantenimento dei criteri legati al PSV non dovrebbe portare a impatti significativi.

Per A2A il district heating vale il 9% dell’EBITDA 2022, che gli esperti di Equita SIM stimano scendere al 6% nel 2024-2026 e per Iren circa l’11% dell’Ebitda 2023, che la SIM milanese attende rimanere stabile al 2026, con maggiori volumi e minore prezzo di vendita per contrazione del prezzo del gas.