A Piazza Affari questa prima seduta della nuova settimana prosegue in positivo per le utility, con l'unica eccezione negativa di Hera che mostra un frazionale calo dello 0,11%.

Utility in positivo, stona solo Hera

Di pari passo Enel e A2A che salgono dello 0,39% e dello 0,41%, mentre Italgas guadagna lo 0,62%, preceduti da Terna e Snam ch si apprezzano rispettivamente dell'1,37% e dell'1,8%.

Le utility oggi non sembrano risentire in alcun modo delle pessime indicazioni dal mercato obbligazionario italiano.

Utility in rialzo, malgrado rally decennale. Corre anche lo Spread

Dopo il disastro delle ultime due sedute, anche oggi Spread e BTP vivono una giornata ad alta tensione, con il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco che si allarga ancora a 134,4 punti base, con un rally del 4,92%.

Proseguono senza sosta le vendite sui BTP, tanto che il rendimento del decennale vola del 4,88% all'1,246%.

Utility: indicazioni positive dal G20 sul clima

Le utility snobbano questi segnali negativi e finiscono sotto la lente di Equita SIM, dopo che sono arrivate prime indicazioni sui possibili accordi sul clima dal G20 concluso settimana scorsa, che sarà la premessa per il prossimo COP26.

Dal G20 è emerso un sostanziale accordo sul contenimento del riscaldamento globale a 1,5 gradi, in linea con gli accordi di Parigi, con un impegno dei paesi membri ad azioni immediate e di breve termine.

I paesi del G20 hanno confermato inoltre l’impegno al raggiungimento delle zero emissioni al 2050, anche grazie alla sospensione dei finanziamenti pubblici al carbone e l’utilizzo di sistemi di Carbon Pricing, con la Cina che ha confermato l’impegno su questo percorso già nei mesi scorsi).

Per gli analisti di Equita SIM si tratta di indicazioni positive per tutta l’industria legata alla decarbonizzazione: tra le utilities in particolare le rinnovabili e le municipalizzate secondo Equita SIM, sia per l’impegno alla transizione energetica che all’economia circolare.

Il summit COP26, in corso in questi giorni, fornirà ulteriori indicazioni sugli impegni politici in tema di clima e sugli indirizzi legislativi per i prossimi anni.

Utility: prime indicazioni su nuovo decreto incentivi

Oltre che dal G20, indicazioni positive per le utility arrivano anche dal fronte politico italiano.
Il Ministero della transizione ecologica, ha pubblicato le prime indicazioni sul possibile nuovo decreto FER (Fonti energetiche rinnovabili) per il sostegno delle rinnovabili nei prossimi anni.

Sono stati confermati i meccanismi d’asta per i grandi impianti ed incentivi diretti per i piccoli impianti, con la possibiltà di escludere i registri per gli assets inferiori a 1MW.

I target di installato annuo sono compatibili con le richieste dell'Unione europea ed il pacchetto FIT for 55.
Previsti al 2030 circa +55 GW di rinnovabili (da 32GW a 77GW) di cui circa 43 GW di solare e 12GW di eolico.

Da segnalare una programmazione di lungo termine con 5 anni di visibilità, con almeno 3 aste per ogni anno, semplificazione delle fidejussioni e possibilità di accelerare con procedura simultanea tra iter autorizzativo e richiesta incentivi al GSE.

Previsti nel 2022-2026 circa 2,8-4,4 GW per anno nel solare (incluso l’agrivoltaico) e 0,9-1,3 GW annui di eolico (incluso l’offshore).

Da segnalare l'accelerazione prevista nei prossimi anni anche grazie alla definizione delle aree idonee e le semplificazioni autorizzative.

Secondo Equita SIM si tratta di indicazioni positive per il settore Rinnovabili, in particolare per Erg, Falck Renwables, Alerion ed Enel, ma anche per le utilities che stanno entrando nel settore, come A2A ed IREN.