La nuova settimana è partita con il piede decisamente sbagliato anche per le utility che sono state colpite da una pioggia di vendite, al pari di quanto accaduto per il Ftse Mib e in diversi casi anche peggio.

Utility in caduta libera sul Ftse Mib: Enel la peggiore

Nel settore la maglia nera è stata indossata da Enel con un affondo del 5,07%, seguito da A2A che ha accusato un ribasso del 3,86%, mentre Italgas ed Hera sono scesi entrambi del 2,87%, tallonati da Terna che ha ceduto il 2,61%.

Il comparto delle utility è stato penalizzato no solo dalla negativa intonazione del mercato in generale, ma anche dalla pubblicazione del primo documento di consultazione per l'aggiornamento dell'Allowed Wacc dal 2022.

Utility: pubblicato il primo documento di consultazione

Viene mantenuta la formula esistente, ma con modifiche rilevanti nel definire le componenti, che potrebbero portare a riduzioni significative dell’Allowed Wacc: gli analisti di Equita SIM stimano un taglio di 120 punti base nello scenario peggiore, rispetto alla loro stima di una riduzione di 60 basis points.

Il risk free nel periodo 2016-2021 era stato fissato pari al floor di 0,5%, livello che non è stato confermato.
Il risk free è quindi calcolato come media degli yields decennali reali dei sovereign bond di Olanda, Germania, Francia e Belgio a cui sommare 3 differenti componenti correttive di rischio. Il calcolo del risk free diventa quindi più incerto.

La formula del costo del debito reale, originariamente pari al risk free + Country Risk Premium + Debt Risk Premium, viene modificato sostanzialmente.

La nuova formula stima il costo del debito esistente e quello da emettere sulla base di Yields di bonds sul mercato, aggiustati per alcune componenti di rischio.

Da una prima stima si otterrebbe un costo del debito nominale del 2,3% circa, che scenderebbe a 0,9% aggiustato per l’inflazione attesa dalla BCE.

Si tratterebbe di una significativa riduzione rispetto all’attuale 2,4% e quindi l’Autorità propone di introdurre un fattore di gradualità.

Utility: Equita taglia stime e target dei titoli regolati

Lo scenario peggiore pare poco coerente ad Equita SIM, con le affermazioni del regolatore a supporto dello sviluppo delle infrastrutture energetiche. Dall’altro lato lo scenario di riduzione di 60 bps dei ritorni ipotizzato dagli analisti, sembra loro ottimistico alla luce di questo primo documento di consultazione, e quindi gli esperti incrementano la riduzione del Wacc a 80/90 punti base.

Gli esperti della SIM milanese riducono le stime e la valutazione dei titoli regolati del 2-3%.
L’Autorità pubblicherà un secondo documento di consultazione ad ottobre e la regulation definitiva a dicembre.

Utility impatto negativo anche per il settore municipalizzate

Anche per il settore municipalizzate la proposta di revisione del wacc dell’autorità ha impatto negativo.
Di conseguenza gli analisti di Equita SIM incrementano la riduzione del Wacc a 80/90 punti basea nche per il settore delle utilities locali.

Gli impatti sono negativi, ma tutto sommato contenuti, considerando la minore incidenza del business della distribuzione sul complesso delle attività del settore.

Gli impatti sono inferiori all’1% dell’Ebitda per il settore (Acea, A2a, Iren, Hera).

Da verificare nei prossimi mesi il complesso della regolazione anche sul fronte dei meccanismi output base (2022) in tema di incentivazione Capex ed Opex e le decisioni per la regolazione del wacc nel water.