La guerra contro il Coronavirus si combatte a suon di vaccini, ma passa anche dalla Borsa e dalla politica. La scelta della Commissione europea di puntare sui vaccini a Rna messaggero favorisce aziende farmaceutiche come Pfizer/BioNTech, CureVac e Moderna. Ma in Borsa le cose potrebbero andare diversamente.

Vaccini a Rna messaggero favoriti da Ue

Il primo passo per superare l'emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica globale è quello di immunizzare la maggior parte della popolazione, a partire da quella più debole e anziana. Tuttavia, i ritardi nella campagna vaccinale e la diffusione di nuove varianti di Covid-19 rischiano di compromettere la copertura garantita dalle somministrazioni già eseguite ritardando il ritorno alla normalità.

Dagli studi recenti, sembra però che ci siano classi di vaccini capaci di adattarsi alle nuove mutazioni. Per tale ragione Ursula von der Leyen ha sottolineato l'importanza di focalizzarsi sulle tecnologie che hanno dimostrato valore, quali appunto i vaccini a Rna messaggero. Questo significa che la famiglia dei vaccini a vettore virale, tra cui AstraZeneca, J&J e Sputnik, rischia poi di essere messa al bando a partire dal 2022. La Commissione europea, d’accordo con i leader di molti Paesi, ha infatti deciso che alla scadenza dei contratti validi per l’anno in corso non ci sarà alcun rinnovo con le aziende che producono vaccini di questa tipologia.

Nuovi contratti tra Pfizer e Ue

La Commissione potrebbe presto concludere un accordo con Pfizer/BioNTech per un terzo contratto. Tale indiscrezione, confermata dalla stessa von der Leyen, dovrebbe prevedere la consegna di 1,8 miliardi di dosi nel periodo 2021-2023, ma anche la possibilità di produzione di vaccini e  componenti di base in territorio europeo. Si tratta di una mossa strategica che permetterebbe di evitare i ritardi e i problemi di consegna subiti dalla Ue con AstraZeneca.

J&J o Pfizer? Quali segnali dalla Borsa

Date le premesse, Pfizer sembra favorita per i prossimi mesi. Osservando il grafico dei prezzi a Wall Street, possiamo notare alcuni particolari.

Il grafico di J&J evidenzia una fase di convergenza laterale che si sta sviluppando dai massimi di gennaio, compresa tra area 165 e 154 dollari. Questo movimento triangolare ha solo messo in stand by il rialzo avviato lo scorso marzo da 109 dollari: la rottura di area 165 permetterebbe dunque di riattivare la corsa verso i record di inizio anno a 173,70, ma anche di guardare a nuovi record sopra 180 dollari. La violazione di area 154 sarebbe invece da leggere come un segnale di debolezza capace di introdurre una correzione di tutto il rialzo dell'ultimo anno. 

Anche Pfizer sta salendo da marzo 2020, ma la correzione messa in atto dal picco di dicembre è stata più profonda rispetto a quella vista di J&J dai top di gennaio. La flessione ha infatti comportato un ritracciamento pari al 61,8% del rialzo calcolato da marzo 2020, fino ai supporti a 33 dollari circa. Tale ribasso è ancora compatibile con lo scenario rialzista, ma i prezzi dovranno riportarsi in tempi brevi sopra i 40 dollari per dimostrare le intenzioni di ripresa. In quel caso si aprirebbero ampi spazi di crescita fino almeno a quota 46, per il test del lato superiore del canale disegnato da marzo 2020.

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(Claudia Cervi)