Sabato scorso Pfizer ha pubblicato dei dati trimestrali in forte crescita e ha alzato le stime per l’intero 2021. Soltanto fra aprile e giugno il colosso dei vaccini USA ha registrato un balzo dei ricavi del 92%, rispetto al 2020, a 18,97 miliardi di dollari. Praticamente un giro d’affari raddoppiato con la pandemia. Perché sostanzialmente dal suo prodigioso vaccino a mRna ha registrato gran parte di questi risultati: la divisione vaccini nel secondo trimestre del 2020 fatturava 1,25 miliardi di dollari, nel trimestre appena concluso a giugno balza a 9,23 miliardi. Così il gruppo ha migliorato le stime sull’esercizio: ora si aspetta ricavi tra 78 e 80 miliardi di dollari nell’intero 2021 (70,5-72,5 mld la forchetta precedente) e un utile per azione ordinario da 3,95-4,05 dollari (contro 3,55-3,65). Per comprendere meglio, Pfizer prevede la sua crescita in una forchetta che nel suo punto medio comporterebbe un balzo dei ricavi dell’89% sul 2020.
Il titolo bigpharma USA lo scorso 23 marzo mentre i mercati cadevano nel panico era affondato sotto i 27 dollari, da allora ha recuperato terreno e ormai supera i 43,7 dollari: potrebbe persino tornare sui 44 dei massimi di inizio dicembre 2018.

Per la sua alleata tedesca Biontech, che quota sul Nasdaq un ADR in dollari, è andata persino meglio con gli ADR sono volati da circa 40 a oltre 340 dollari.
Per Moderna bisognerà aspettare i dati del 5 agosto, ma si sa già che sta andando molto bene e il suo titolo è già decollato da 60 a oltre 350 dollari.

D’altronde è prevista e prevedibile una forte crescita della domanda con i nuovi morsi della variante Delta e la rimonta dei casi, con i green pass e i passaporti vaccinali.

In questo contesto di successo si inserisce la notizia data dal Financial Times: le nuovi dosi dei vaccini Pfizer e Moderna in Europa costeranno di più, molto di più.

Pfizer e Moderna alzano il prezzo: di quanto?

Secondo i contratti citati dal quotidiano britannico in pratica Pfizer porterebbe i 15,50 euro per dose precedente a 19,50 euro. Per Moderna il balzo sarebbe, in dollari da $ 22,60 (circa € 21,49) a $ 25,50 (circa € 24,02). In termini percentuali quindi +25% circa per Pfizer e +12% circa per Moderna.

Forbes ha paragonato l’operazione a un aumento del prezzo dell’acqua durante un incendio.

Un po’ tutti i commentatori hanno ricordato la montante diffidenza europea nei confronti dei più economici vaccini a vettore virale (in genere un adenovirus), ossia l’Astrazeneca e il Johnson & Johnson.
A spaventare i cittadini europei (e italiani) una serie di errori comunicativi, una gestione non sempre ferma della comunicazione sulla sicurezza vaccinale da parte delle autorità, una loro inversione di marcia in corsa sulla popolazione cui destinare l’Astrazeneca, pochi ma gravissimi casi di trombosi venosa in aumento in alcune specifiche classi della popolazione, hanno contribuito a questi insuccessi.

Anche se in generale bisogna dire che da subito l’efficacia dichiarata dai vaccini a mRna di Pfizer e Moderna è stata maggiore di quella dei competitor ad adenovirus. Una buona sintesi sulle ultime rilevazioni sulla sicurezza dei vari vaccini, anche con le varianti si trova sul sito della Yale University

Il nuovo listino prezzi che il Financial Times ha desunto da contratti che ha potuto visionare riguarderebbe le forniture di altri 2,1 miliardi di dosi di vaccini Pfizer e Moderna fino al 2023

Pfizer Moderna: ok, ma il prezzo è ingiusto

Sembra che i rincari siano banalmente attribuiti alla maggiore efficacia dimostrata da questi vaccini a mRna, anche se poi proprio il costo di questi farmaci essenziali è finito nel mirino di diverse organizzazioni umanitarie in questi giorni. Anche se Le Figaro riferisce dell'intervista del ministro francese per gli Affari Europei Clement Beaune a RFI: i vaccini sarebbero più costosi sostanzialmente perché adatti alle nuove varianti e prodotti in gran parte sul suolo europeo. Beaune si è anche impegnato a diffondere i termini delle trattative quando i negoziati saranno conclusi. 

La Oxfam, però, ha denunciato che il monopolio (o meglio duopolio) dei due vaccini stia costando ben 41 miliardi di dollari oltre i costi stimati di produzione, qualcosa come 24 volte il costo reale di produzione di ogni dose. La People’s Vaccine, un’organizzazione con supporter come appunto la stessa Oxfam, ma anche Amnesty International, Emergency, Open Society Foundation, Save the Children e altri ancora ha in particolare calcolato che:

“Nuove stime del costo di produzione degli efficaci vaccini a mRNA contro il Covid suggeriscono che essi possano essere prodotti ad appena 1,18 dollari a dose. COVAX, il programma messo in piedi per aiutare i Paesi nell’accesso ai vaccini contro il Covid, sta pagando, in media, quasi 5 volte di più per ogni dose. I prezzi disponibili riportati suggeriscono che i vari governi mondiali stanno pagando tra 4 e 24 volte di più di quanto sarebbe possibile i vaccini Covid-19”

Pfizer Moderna: cosa potrebbe fare l’Italia con 4,1 miliardi in più

Su queste cifre, aggiungono Oxfam Italia ed Emergency l’Italia avrebbe potuto risparmiare 4,1 miliardi di euro pubblici, quanto basterebbe “per oltre 40 mila nuovi posti di terapia intensiva” (oggi sono 8.500) o per l’assunzione di “oltre 49 mila nuovi medici” (quasi la metà di quelli attualmente dipendenti dal sistema sanitario nazionale).

Contratti miliardari insomma, finanziati dai contribuenti europei, ma sui quali c’è poca visibilità. Alla pagina dedicata dell’Unione Europea si trovano infatti una sfilza di contratti e accordi preliminari mutilati da omissis che ne celano i termini economici sostanziali. Difficile da spiegare, peggio che secretare i termini della convenzione di un concessionario autostradale.

Pfizer Moderna: il costo della dipendenza UE

Di certo si nascondono cifre da capogiro e se la pandemia ci ha insegnato che è meglio la borsa che la vita (copyright di Massimo Giannini), ci ha insegnato anche che l’Europa è diventata straordinariamente dipendente dal resto del mondo anche per questioni vitali.

Dipende dai vaccini Usa persino più che dai chip cinesi e anche in queste ore, in cui l’Italia chiede a Washington una mano per sbloccare le vaccinazioni laziali hackerate, di qua dalle Alpi ci si sente terribilmente fragili.

(Giovanni Digiacomo)