Riflettori puntati su Johnson & Johnson (J&J) che per fine gennaio dovrebbe pubblicare i risultati dei test preliminari sul suo vaccino contro il Covid-19, che promette una decisa accelerata nel tentativo di uscire dalla crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus. Il vaccino del colosso del New Jersey, in fase di sviluppo da parte della sussidiaria belga Janssen Pharmaceutica, come quello di AstraZeneca e University of Oxford è basato su tecnologia a vettore virale che, a differenza di quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna (che utilizzano invece l'Rna messaggero), permette una conservazione più agevole. Nessuna catena del freddo rispetto a trattamenti che devono rimanere a temperature di decine di gradi sotto lo zero: il vaccino di J&J può essere conservato in un normale frigorifero e rimarrebbe stabile per almeno tre mesi.

Il vaccino di J&J potrebbe essere cruciale anche nel Sud del Mondo

Come evidente dalle prime settimane di distribuzione del prodotto di Pfizer e BioNTech, la logistica è il fattore cruciale per il successo di una vaccinazione di massa. E oltre tutto va considerato che finora non si è praticamente parlato di quanto succede nel Sud del Mondo. In Paesi in via di sviluppo, con infrastrutture carenti, vaccini come quello di J&J e AstraZeneca garantiscono una gestione più semplice. J&J, però, ha una carta in più. Si parla infatti di una somministrazione in una singola dose, a differenza dei tre vaccini finora approvati che richiedono tutti due dosi. I governi in tutto il mondo stanno utilizzando tattiche che prevedono l'allungamento del periodo che intercorre tra la somministrazione delle due dosi (in modo da vaccinare almeno parzialmente il maggior numero di persone possibile) ma con il vaccino di J&J il problema sarebbe risolto e la tempistica di tutto il processo verrebbe ridotta significativamente.

Per Morgan Stanley potrebbe sorprendere rispetto ad AstraZeneca

Secondo gli analisti di Morgan Stanley, citati dalla Cnbc, il vaccino di J&J offre "elementi unici ed efficacia che potrebbero sorprendere al rialzo rispetto ad AstraZeneca, sostenendo la fiducia nella risposta alla pandemia e nella ripresa del mercato". L'istituto newyorkese è ottimista riguardo al profilo di sicurezza del vaccino, considerando i primi dati usciti dalla sperimentazione, "insieme al precedente profilo di successo dimostrato nel vaccino contro l'Ebola e anche al suo uso sperimentale per Hiv, Hrsv e Zika". Più cauto Adam Barker, analista di Shore Capital specializzato nel settore healthcare. "Il vaccino di J& è simile a quello di AstraZeneca. Sappiamo che questo approccio funziona ma dovremo vedere come funziona una sola dose", ha detto.

(Raffaele Rovati)