Chiusura negativa per l'S&P 500 (-1.3%) lunedì sera. A zavorrare New York, sempre il tech e le big cap (Nasdaq 100 -2.16%). C'è  stata  la  storia di Facebook, accusata da un ex dipendente (La  Haugen, la cui audizione al Senato è  prevista  per oggi) e il balckout delle sue piattaforme che sono costati al social network il  4.9%. Ma  è  un fatto che i timori di stagflazione che accompagnano questo consolidamento parallelo di Azionario e Bonds stanno danneggiando maggiormente i titoli growth e ad alti multipli  di cui il Nasdaq è pieno. Infatti ieri i rendimenti sono saliti ancora in US, e il Bloomberg Commodity Spot Index ha eclissato il massimo storico marcato nel 2011.

Naturalmente la performance di Wall Street ieri sera non ha fornito alcun appoggio all'Asia stanotte. Tokyo ha ceduto ulteriormente terreno, col Nikkei in chiusura oltre il  9%, sotto il massimo segnato il 14 Settembre. Forse si può ricominciare a riguardare alla piazza nipponica, tornata sui minimi relativi di agosto. Molto male anche Seul, che non ha nemmeno la scusante di aver fatto un 10% in poche sedute come la  borsa giapponese. Infatti la  chiusura odierna del Kospi costituisce il minimo dal 10 marzo scorso. Tra i problemi di Seul, l'elevata share di tecnologici (e semiconduttori) e l'inasprimento della politica monetaria (la BOK ha alzato i tassi ad Agosto). Mentre le "A" shares cinesi restano chiuse per la Golden week, le "H" shares e Hong Kong hanno mostrato una certa stabilità, insieme con Taiwan, nonostante il newsflow non sia troppo incoraggiante. Fantasia Holdings, un developer di dimensioni ridotte rispetto a Evergrande non ha rimborsato un debito, e S&P 500 e Fitch l'hanno downgradata  rispettivamente a "selective default" e "restricted Default".  Il South China Morning post ha rivelato che alcune agenzie immobiliari locali di Hong Kong stanno cominciando a citare in causa Evergrande per commissioni di vendita non pagate.

Degli altri indici, Sydbney si è  assestata, Jakarta ha infine corretto, e Mumbai ha continuato a salire.

L'apertura europea ha visto i principali indici prendere, dapprima timidamente, la via del rialzo. A trainare, una volta  di più, il  settore bancario, che ha forse tratto ispirazione dalla ripresa del movimento di rialzo dei rendimenti. Bene anche le risorse naturali, dietro alla forza del petrolio e soprattutto del gas naturale, che non trova pace: il future sul natural gas quotato a NY ha lambito i massimi di giorni fa, mentre quello quotato in UK è esploso del 20%.

La  situazione sul  gas sembra la punta dell'iceberg di un cronico deficit di materie prime,  causato da un esplosione di domanda post covid che ha colpito un settore oggetto di un deficit di investimenti negli ultimi anni, per prezzi bassi, per  spinta alle rinnovabili, SG etc etc. A guardare le  scorte, non sembra che sia una faccenda passeggera (vedi grafico sotto) e  quindi l' impatto sui prezzi non dovrebbe essere così temporaneo come qualcuno spera. Ma bisogna ricordare la  regola 4 di Farrell ( Exponential rapidly rising or falling markets usually go further than you think, but they do not correct by going sideways).

Con movimenti di questo tipo, le  aspettative di inflazione continuano a salire (nel grafico sotto il 5 e 10 anni breakeven inflation Eurozone, e il Forward a 5 anni, i primi 2 ai massimi da 7/8 anni), mentre i tassi reali restano al palo visto, che la salita  dei rendimenti nominali è più  che assorbita daquella delle attese di inflazione.

Oggi l'azionario l'ha presa bene, con le banche a trainare (L'Eurostoxx Banks ha chiuso a +4%, ai massimi da Febbraio 2020) . Ma, come osservato i giorni scorsi, un aumento violento dei costi va a colpire il reddito disponibile dei consumatori laddove la domanda è rigida, e a ridurre i margini delle aziende dove queste non hanno pricing power. Giorni fa ho citato uno studio di DB in cui si mostrava che, diversamente dagli ultimi trimestri, le  attese sugli utili a Wall Street stanno calando, con l'avvicinarsi dell'inizio dell'earning season. Anche Citigroup, nel suo monitor settimanale, ha segnalato che solo 4 settori su undici hanno mostrato un trend di crescita delle revisioni positive sul totale (quelli cerchiati in verde) mentre gli altri hanno mostrato un deterioramento, in alcuni casi sensibile.

L'Eurogruppo dei Ministri delle Finanze Eurozone ieri ha discusso l'impatto del caro energia sull'economia. In attesa che la Commissione EU faccia proposte per una regolamentazione del mercato a Dicembre, i Ministri hanno deciso di destinare risorse fiscali al  contenimento dell'impatto sui redditi.

Tornando alla mattinata, era prevista la  pubblicazione dei PMI servizi e Composite finali di Settembre. Per quanto riguarda i paesi per cui era già  noto il  dato in sede "flash" (Germania, Francia e Eurozone totale) la  situazione è migliorata leggermente nel corso del mese.

Per quanto riguarda la  periferia europea (Spagna e Italia) , invece, l'attività è risultata meno brillante delle attese, anche se le aspettative restano buone.

A metà mattinata il  sentiment ha preso a rafforzarsi sui mercati continentali e così siamo approdati a metà  giornata con buoni progressi, e rendimenti in generale rialzo. L'estrema forza delle  aspettative di inflazione europee ha prodotto un calo dei tassi reali che si è riflesso sull'€.

Dati nel pomeriggio anche in US.

Il trade deficit di Agosto in US è risultato più elevato delle attese grazie a forti importazioni. Questo ha un impatto sul GDP del terzo trimestre che risulterà inferiore. Per contro, l'ISM services è risultato in marginale rialzo (vs attese che lo vedevano in ridimensionamento) a indicare un attività nei servizi che resta eccezionalmente robusta. Nei sottoindici spicca la forza dei new orders (+0.3 a 63), ma anche l'accelerazione dei prezzi pagati (+2.1 a 77.5) e il dato deludente sull'employment (-0.7 a 53) che infittisce il mistero sui payrolls di venerdì.

Oggi era comunque difficile smontare l'equity. L'apertura di Wall  Street è avvenuta in rialzo, con gli indici rapidi ad accumulare progressi, trainati dal Nasdaq 100, e dalle  FAANG, ovvero i settori più  ipervenduti, mentre le Small Caps  del  Russell 2000, che hanno outperformato di recente, risultano attardate. Da ciò sembra evidente la natura di rimbalzo del movimento odierno. A parte ciò, il  sentiment ha trovato supporto anche nelle dichiarazioni di Manchin alla CNN: il Senatore progressista potrebbe accettare un piano di stimolo tra 1.9 e 2.2 trilioni di $, un sostanziale miglioramento della precedente cifra (1.5 trilioni). Questo renderebbe più facile un compromesso con i Democratici progressisti e la Casa Bianca, e quindi se confermato avvicina la soluzione anche del problema del Debt Ceiling.

  • MANCHIN NOT RULING OUT $1.9T-$2.2T SOCIAL SAFETY PACKAGE: CNN

Le borse europee sono state quindi trainate a chiusure positive, mentre la performance del settore bancario si è fatta sontuosa, come accennato sopra. Bene anche Energy, e tech. Il  quadro sui rendimenti è  di rialzo generalizzato, ma con i tassi reali in calo perchè  i breakeven salgono più dei tassi nominali, cosa che fa anche scendere l'€.  L'equity oggi ringrazia. Manco a dirlo,  nuovo record del Bloomberg commodities spot index