Proviamo a ragionare in maniera diversa: visto che i dividendi – soprattutto esteri – sono penalizzati da un fisco vorace, la ricerca di azioni con trend positivi nel tempo si deve spostare alla somma dei profitti distribuiti più la rivalutazione del capitale, in altre parole l’andamento delle quotazioni. Il cosiddetto “total return”, che considera appunto la capitalizzazione dei dividendi, porta a prendere in considerazione dei titoli che magari possono sembrare meno attraenti in termini di rendimento netto semplice. 

Un gigante della farmaceutica

Iniziamo una serie di analisi costruite proprio in termini di “total return” e lo facciamo con un’azione Usa non molto conosciuta dagli investitori nostrani. Si tratta di AbbVie (Nyse – sigla ABBV – Isin US00287Y1091), multinazionale nata nel 2013 dallo spin-off di Abbott Laboratories e attiva nel settore della biofarmaceutica. Una pressione ribassista l’ha portata da massimi a 120 $ di fine agosto all’ultima quotazione di venerdì sui 106,7 $. In precedenza aveva già testato quest’anno per tre volte un supporto collocato sui 100 $. Ieri tuttavia si è registrato un primo timido tentativo di rimbalzo (+0,75% a 107,48 $). Complesse questioni regolatorie imposte dalla Food and Drug Administration (FDA) per alcuni farmaci proposti dal gruppo hanno inciso sulle difficoltà degli ultimi tempi. Con un target medio degli analisti specializzati sul titolo superiore di circa un 18% rispetto alle quotazioni attuali e con un rendimento da dividendi 2021 sul 4,8% ma in crescita forse oltre il 5% già dal prossimo anno, appare chiaro come le prospettive di “total return” risultino più che interessanti.

L’accordo cambia tutto?

Il nuovo ottimismo su AbbVie nasce dall’annuncio di un accordo con la società Regenxbio Inc, da un miliardo di $ allo scopo di sviluppare e commercializzare una terapia sperimentale testata per il trattamento di diverse malattie degli occhi. Le azioni di Regenxbio sono balzate ieri di oltre il 30% dopo la diffusione della notizia. Che potrebbe contribuire a un netto incremento del fatturato di AbbVie, attestato attualmente sui 46 miliardi di $. 

Il dividendo cresce

I numeri dimostrano che i profitti distribuiti sono risultati regolarmente in crescita, passando da un totale annuo di 1,6 $ nel 2012 a 5,2 $ del 2021, con un tasso composto di circa il 14% nel periodo preso in considerazione, sebbene alcuni analisti ritengano che una simile percentuale in futuro non sarà sostenibile, pur con un “payout” ratio sul 41% in base agli profitti stimati dell’anno in corso. Negli ultimi tre anni il dividendo è salito dell’84% e una sua tenuta più un regolare “upside” delle quotazioni possono portare all’obiettivo di un 8% di “total return”. Il vero punto interrogativo? L’alto livello di indebitamento, che la società sta però cercando di ridurre già dai prossimi mesi.