Si sperava che la situazione dei dividendi pagati dalle banche europee potesse finalmente migliorare nel 2021. Le notizie invece delle ultime ore provenienti da Francoforte annullano le aspettative. La Bce ha infatti chiesto ulteriore austerity (ancora una volta non con un veto ma con una raccomandazione), legando la distribuzione a uno schema fra percentuale degli utili accumulati e non versati nel 2020 e in prospettiva nel 2021 – riferiti quindi al 2019 e al 2020 -  e il Cet-1 ratio. Non entriamo nei tecnicismi perché è la sostanza a interessare: saranno importi medio-bassi quelli riconosciuti dal sistema bancario ai propri azionisti, allontanando le ipotesi – almeno fino a settembre, sebbene circolino indiscrezioni di un ulteriore rinvio fino a dicembre – che una maggiore quota del “monte premi” capitalizzato possa essere assegnata. Le prime stime valutano tuttavia che circa un terzo sarà corrisposto e che i due terzi restanti non andranno a riserva per un’assegnazione successiva ma verranno almeno momentaneamente destinati ad assorbire perdite sui crediti del sistema economico a seguito della pandemia. 

Dax, si comincia a fare i calcoli

Il taglio dei dividendi bancari inciderà pesantemente sulla possibilità di creare “income” in Italia. Il mercato guarda allora alle alternative, sebbene talvolta penalizzate da doppie tassazioni che gravano non poco sul risultato finale. In testa alla classifica delle Borse preferite c’è al momento il Dax tedesco, visto che l’incidenza del mondo del credito è minimo su questo indice. In effetti alcune società “made in Germany” si preparano a versare importi significativi. In testa alla classifica si collocano quelle della chimica, delle “utilities” e dell’assicurativo. Prima dovrebbe essere Bayer (ticker BAY) con uno yield oltre il 5%. Il 29 aprile (pagamento 4 maggio) sarà verosimilmente versato un importo di 2,8 euro, che alla quotazione di ieri di 53 euro equivale al 5,28% lordo. Il titolo registra una certa debolezza e una possibile correzione sotto i 50 euro è possibile: a 48 euro lo yield salirebbe al 5,83% e 45 euro addirittura al 6,2%. Un’altra leader della chimica, Basf (ticker BASF), dovrebbe invece confermare i 3,3 euro già assegnati lo scorso anno, con uno yield al 4,9% se rapportati alla quotazione di ieri di 67,5 euro. Da fine ottobre l’azione ha corso molto. L’ipotesi di una correzione sui 60 euro comporterebbe uno yield in salita al 5,5%. La leader dell’energia E.On (ticker EON) ha registrato negli ultimi anni un andamento altalenante del dividendo. In assenza di informazioni specifiche il mercato stima uno yield sul 4,9-5%, favorito certamente dal trend negativo del titolo iniziato nella scorsa estate. Come sempre l’attesa maggiore riguarda però Allianz, un “fortino” per chi cerca rendimenti da dividendi. Il calendario fissa una data importante per una prima comunicazione in merito il 19 febbraio, quando prevedibilmente verrà ufficializzata la proposta di dividendo, che dovrà poi essere confermata dall’assemblea dei soci il 5 maggio. L’importo record dei 9,6 euro dello scorso anno – riferito logicamente all’esercizio 2019 – costituisce un obiettivo forse non ripetibile nel 2021. Il rendimento medio degli ultimi anni si è attestato sul 4,7% ma la risalita della quotazione a 200 euro (chiusura ieri a 198,7) è il fattore che più inciderà sul relativo valore riguardo al risultato 2021. 

Pfizer conferma

Se ne parla tanto di questa leader della farmaceutica per tutte le implicazioni relative al vaccino anti Covid. È interessante valutarla dal punto di vista dei dividendi, soprattutto dopo la debolezza della quotazione manifestata da dicembre in poi. Lo yield in corso si attesta sopra il 4% e il 5 marzo verrà versato il primo importo 2021 di 0,39 cents di $ rispetto agli 0,38 cents dell’ultimo erogato nel 2020. Si tratterà del 329° dividendo consecutivo trimestrale nella storia di Pfizer. Nel 2010 l’importo era di 0,18 cents e da allora la sua crescita è stata regolare con il passare del tempo. Stimando che gli 0,39 cents vengano garantiti nel corso di tutto il 2021 l’importo complessivo sarebbe di 1,56 $ con un rendimento su base annua alla quotazione di ieri (36,48 $) del 4,27%, il che conferma come il settore farmaceutico sia uno dei più generosi di Wall Street.