Un mercato stordito fra alti e bassi e fra notizie talvolta molto positive o all’opposto decisamente avverse vuol trovare qualche punto di ancoraggio almeno nei dividendi. E soprattutto nei settori potenzialmente più redditizi da questo punto di vista. Nella relativa graduatoria in testa si colloca – in base alle prime indicazioni – l’assicurativo, strutturalmente più solido rispetto per esempio al bancario. Prima di effettuare calcoli sui “dividend yield” valutati per le leader del comparto, è il caso di fare il punto sui motivi per cui l’assicurativo è meno bloccato in confronto ai giganti del credito.

Più indipendenti in tanti sensi

Il mondo delle polizze non subisce l’impatto dei crediti deteriorati, che certamente peserà invece sul bancario nell’immediato periodo post Covid. Inoltre è autonomo nelle proprie scelte, dato che i regolatori nazionali si sono comportati in maniera diversa sul tema distribuzione dei profitti, creando linee di pensiero anche divergenti. Di qui andamenti diversi in Borsa ma soprattutto prospettive per il 2021 di rendimenti più o meno alti, facendo sì che pescando qui e là ci siano prospettive di ritorni quasi da tempi pre pandemia.

I primi della classifica

In testa alla graduatoria dei potenziali “yield” fra i giganti si colloca l’italiana Generali, con un forte monte cumulato e non distribuito che potrebbe portare al pagamento di un primo importo significativo proprio nel 2021. Si parla di 1 euro per azione, il che equivarrebbe al doppio di quanto pagato nel 2020 (0,50 euro). In tale ipotesi lo yield alla chiusura di ieri risulterebbe di un 6,9% lordo e quindi di un 5,1% netto. In realtà ci sono in campo due variabili. La prima riguarda appunto l’importo, considerato da alcuni troppo generoso e ridotto a 0,70-0,80 euro, con uno yield che scenderebbe al 4,8%-5,5%, valutato più realistico nel contesto in corso dell’economia italiana. La seconda, banale ma decisiva, consiste nello sfruttare eventuali debolezze del titolo di qui alla presunta data di stacco di maggio. Senza ipotesi inverosimili, un punto di riferimento può essere valutato nel minimo dell’anno a 13,83 euro (5 gennaio 2021), che farebbe salire il rendimento oltre il 7% nella supposizione del dividendo di 1 euro. La forchetta dei rendimenti immaginabili è quindi ampia, allargandosi dal 4,8 al 7,2%: una soluzione intermedia del 6% lordo va perciò presa a riferimento come ago della bussola per muoversi sul mercato.

Inevitabile valutare poi la tedesca Allianz. Su questo titolo il mercato è più ottimista in relazione a un potenziale rialzo delle quotazioni che non a una crescita del dividendo, il cui importo è stimato sui 9,62 euro contro i 9,60 dello scorso anno. L’importo è certamente rilevante ma lo yield alla quotazione di chiusura di ieri si attesta al 5% lordo, valore meno di spicco rispetto ad altri del comparto assicurativo internazionale. L’olandese NN Group al momento attuale potrebbe invece garantire un 7% lordo ma in presenza di una correzione sotto il supporto dei 33,5 euro (chiusura ieri a 35,36 euro) si otterrebbe un consistente incremento di redditività. 

Il caso Axa

Restando sempre nel contesto dell’euro – per non subire impatti da cambio – è inevitabile analizzare la francese Axa, su cui c’è incertezza. In teoria sarebbe la prima in Europa in termini di yield, con un possibile 8%, ma sul tema le sicurezze sono poche, anche perché attorno alla società francese si nota una cortina di fumo in relazione alle decisioni che saranno prese dal vertice del gruppo. Nel 2020 è stato versato l’importo di 0,73 euro. È probabile che il monte cumulato negli esercizi penalizzati dal Covid venga ora riconosciuto almeno in parte, il che potrebbe riportare l’ammontare sopra 1 euro. La situazione appare quindi in piena evoluzione ed è consigliabile attendere notizie più certe prima di puntare su dati affidabili.

Il contesto assicurativo prevede poi altri nomi, magari meno conosciuti dall’investitore italiano ma interessanti in termini di rendimento. Le stime parlano per esempio di un 6,7% per l’inglese Aviva e di un 5,5% per l’elvetica Swiss Life, titoli però soggetti all’incertezza del cambio valutario. Il team quindi di Generali, NN Group e Axa (con l’outsider di prestigio Allianz) è quello più solido da tutti i punti di vista e adeguato sia a chi cerca rendimenti di lungo periodo sia a chi invece considera il profitto distribuito un premio aggiuntivo rispetto a potenzialità di rialzo delle quotazioni in certi casi più che significative.