Un titolo che fa +22% in un solo giorno merita comunque attenzione. E la merita ancor più se si tratta di una delle azioni che potrebbe pagare un dividendo molto alto nel 2021. Il condizionale è ancora d’obbligo, sebbene il mercato punti in questa direzione. Si tratta di Klépierre, società francese leader nel settore immobiliare e specialmente nella gestione e nello sviluppo di centri commerciali. I numeri sono di tutto rilievo: proprietà per un valore di 23,7 miliardi, dislocate in vari Paesi d’Europa. I motivi del rimbalzo vengono attribuiti in parte a operazioni del mercato di natura tecnica, in quanto alcuni hedge fund avrebbero chiuso posizioni short. Di fine dicembre invece la notizia della concessione di una linea di credito per 1,38 miliardi euro, che aggiunta ad altre porta la liquidità del gruppo a soddisfare le necessità di finanziamento fino a marzo 2024.

Il Covid non desta paura

Il settore dell’immobiliare commerciale è certamente esposto alla pandemia ma nel complesso non sembra che questo fattore preoccupi più di tanto nel caso di Klépierre, sebbene l’azione resti una delle più deboli della Borsa di Parigi, con un trend negativo che prosegue da anni. Ai massimi del 2016 di circa 43 euro si oppone un’ultima quotazione di 21,6 euro. La valutazione complessiva è quindi di un titolo altamente speculativo, con un range di stime degli analisti specializzati assai ampio, che si estende per i prossimi 12 mesi da minimi di 10 a vette di 27 euro. L’aspetto che interessa di più è però quello del dividendo, che pur gravato nel caso dell’investitore italiano dalla doppia aliquota fiscale, può portare a rendimenti di assoluto rilievo.

Facciamo un po' di conti

In attesa della pubblicazione dei risultati annuali 2020, che avverrà il 17 febbraio, e della successiva assemblea degli azionisti (6 maggio) c’è tempo per indiscrezioni e soprattutto per calcoli e strategie di rendimento di una delle azioni più generose in Europa. Il “payout” è risultato iper elevato nel 2020 (al 188%), nettamente superiore rispetto alla media del settore e ai valori degli anni precedenti. Un’anomalia quindi? Il cash flow per azione è stimato da FactSet, specialista di valutazioni finanziarie delle aziende, a 2,78 euro e poi leggermente inferiore per il 2021 (2,64 euro). Abbastanza stabile anche l’utile per azione sui 2,43 euro. Il dividendo 2019 – versato logicamente nel 2020 -  di 2,2 euro potrebbe, almeno in base a questi dati, essere confermato, il che corrisponderebbe alla quotazione di apertura di ieri a un 12,4% di yield e a quella di chiusura a un 10,2%.  Una variazione così violenta nel corso di una singola seduta è la dimostrazione di come occorra seguire con attenzione l’andamento dei corsi anche in ottica di rendimenti. D’altra parte l’azione Klépierre si caratterizza per una volatilità elevatissima (77% su 180 sedute). Quindi nel caso il dividendo dovesse scendere per esempio a un ipotetico 1,8 euro, lo yield potrebbe essere mantenuto in presenza di “buy” più favorevoli rispetto all’ultima quotazione. Se, come sembra, la Francia decidesse un terzo “lockdown” è probabile che il livello dei 20 euro sarebbe rotto di nuovo al ribasso, il che costituirebbe un’occasione per garantirsi un elevato rendimento da un titolo destinato comunque, quando questo maledetto Covid sarà stato debellato, a riprendere quote più alte rispetto alle attuali.