Se hackerare una Blockchain è un’operazione più facile in teoria che in pratica, farla invece andare in crash completo a quanto ci insegna Solana è una cosa piuttosto semplice.

Scherzi a parte, questa piattaforma Blockchain sta diventando sempre più popolare per il minting di NFT (Non Fungible Token) per una serie di vantaggi rispetto ai competitor, come i costi bassi per le commissioni e un’alta scalabilità.

Se però il mercato degli NFT su Solana è in forte aumento, sono aumentate anche le applicazioni dannose per la rete, le quali il 30 aprile hanno causato un crash con la piattaforma completamente bloccata per ben sette ore.

Una serie di bot hanno infatti inviato in modo automatico alla Blockchain una valanga di transazioni in contemporanea, secondo il rapporto di Solana Labs si parla 6 milioni di transazioni al secondo.

In questo modo con la rete in blocco è stato impedito il lancio di nuove collezioni legittime di NFT e praticamente qualsiasi altra operazione su di essa.

Gli sviluppatori hanno spiegato che, proprio il fatto che Solana sia costruita per essere una Blockchain con transazioni veloci e dai costi bassi, la rende però principalmente soggetta ad attacchi.

Per evitare che il problema, causato dai bot, si verifichi nuovamente è stata adesso introdotta una “bot tax”, vediamo come questo influirà sulle operazioni sulla piattaforma Blockchain.

Cosa ha causato il crash della Blockchain Solana

Al momento la piattaforma con il più alto volume di scambio di NFT è Ethereum, ma Solana sta avendo una crescita esponenziale nel campo dei Non Fungible Token, per alcuni vantaggi che la Blockchain presenta rispetto ai rivali.

Eppure proprio questa rapida crescita è stata sbloccata da un attacco alla rete che è stata sommersa volontariamente di transazioni con il fine di farla andare in stop.

Vittima di tale attacco sulla Blockchain Solana è stato nello specifico il Candy Machine, che è lo strumento che sulla piattaforma viene utilizzato per il minting di Non Fungible Token con il protocollo Solana NFT Metaplex, questo ha portato allo crash dell’intera rete che è stata fuori servizio per bene sette ore, il 30 aprile scorso, prima che validatori è sviluppatori sapessero cosa stava succedendo e riuscissero a ripristinare la Blockchain.

Lo YouTuber Matt Blockchain ci offre in un nuovo video la spiegazione dettagliata di cosa abbia causato il crash della Blockchain Solana ad aprile:

  

Il minting di NFT su Solana tra pregi e difetti

Nel mese di aprile la crescita del volume di scambio di NFT su Solana è stata impressionante e pari al 91%, con un totale di vendite di 295 milioni di dollari. Il valore complessivo invece degli scambi di NFT sulla piattaforma calcolato fino ad oggi supera i 2 miliardi di dollari.

Il perché di questa crescita va ricercato nel fatto che rispetto a molti competitor, in primis Ethereum, Solana ha per gli utenti molti lati positivi.

Parte del motivo per cui Solana ha guadagnato così tanto spazio nel mercato degli NFT è infatti dovuto al fatto che sulla Blockchain le transazioni sono più veloci e soprattutto le commissioni sono molto più basse rispetto ad Ethereum, che resta il colosso nel mercato.

Solana ed Ethereum: due Blockchain a confronto

La differenza tra Solana ed Ethereum è dovuta ad una diversità nel protocollo usato per la convalida delle transazioni. Quello di Solana si chiama Proof-of-History (PoH) ed è un protocollo misto, costruito però a partire dal Proof-of-Stake (PoS).

Invece, almeno fino a luglio, Ethereum userà il Proof-of-Work (PoW), dove ogni operazione di convalida avviene attraverso l’utilizzo di hardware potenti che consumano una quantità enorme di energia. Questo alto prezzo di mantenimento della rete si riflette sul costo delle commissioni (gas fee), che sulla Blockchain Ethereum al momento sono molto alte.

Diversamente, Solana non richiede processi ad alta intensità energetica e quindi i costi sono minimi.

Cosa rende Solana vulnerabile?

Quello di aprile non è il primo attacco di cui Solana Blockchain è stata vittima, un precedente si è verificato a settembre 2021 dove l’inattività della piattaforma è durata ben diciassette ore.

Come ha osservato Nhan Phan, il CTO di Metaplex Studios, intervistato da Decrypt, proprio le caratteristiche che rendono Solana più appetibile di Ethereum per il minting di NFT la rendono anche “in qualche modo suscettibile di bot”, rispetto alla rivale.

In parole povere quelli che sono i pregi di Solana si caratterizzano anche come i suoi punti di debolezza, poiché la rendono suscettibile ad attacchi molto di più di quanto non lo siano la Blockchain di Ethereum o dei Bitcoin.

Solana risolve il problema della vulnerabilità con la “bot tax”

Se il problema è stato adesso risolto e Solana funziona perfettamente, gli sviluppatori si stanno ponendo il problema del futuro e cioè come fare perché questo attacco da parte dei bot non si verifichi nuovamente.

La soluzione è stata trovata con l’introduzione di una “bot tax", cioè una tassa che addebita a queste applicazioni una commissione quando inviano transazioni non valide.

In ogni caso, tale tassa andrà a colpire i bot e solo le transazioni non valide degli stessi perciò non dovrebbe impattare in nessun modo sui costi per gli utenti che legittimamente effettuano transazioni o minting di NFT, si tratta piuttosto di una “sanzione”.

Come cambia il minting di NFT su Solana dopo l’introduzione della “bot tax”

Al momento per le transazioni provenienti da un bot c’è una tassa di 0,01 SOL, cioè la criptovaluta nativa della Blockchain Solana, e pari a qualche centesimo di euro, stando agli attuali valori di mercato.

Dopo l’introduzione di questa bot tax ad inizio maggio le transazioni non valide provenienti dai bot hanno fruttato grazie alla nuova sanzione ben 1.620 SOL, cioè più di 80mila euro. La somma sarà usata anche per rimborsare le collezioni di NFT che per colpa dei bot non sono state lanciate.

Ma secondo gli sviluppatori di Solana da questa nuova tassa la piattaforma trarrà beneficio anche in un altro modo, perché con una modifica al protocollo Metaplex tutte le transazioni saranno automaticamente convalidate dai validatore senza lo sforzo di dover riconoscere prima se esse sono valide o meno e questo dovrebbe alleggerire il carico dei bot sull’intera Blockchain.

Quali sono le prospettive future per la Blockchain Solana

Dopo lo stop del 30 Aprile, per riportare Solana in vita è stato chiesto ai “validatori di rete” di riavviare il sistema con una serie di istruzioni, tra cui la possibilità per gli stessi di bloccare temporaneamente Candy Machine, il programma che sulla piattaforma viene usato per creare gli NFT.

In ogni caso, alla fine i validatori sono riusciti a riportare Solana in vita senza dover bloccare anche Candy Machine.

Si è scelto poi di introdurre una bot tax, mentre per ripristinare lo stop di settembre 2021 si scelse di modificare il codice sorgente.

In ogni caso, gli sviluppatori di Solana hanno annunciato che le azioni per arginare la dannosità dei bot non si fermeranno alla nuova tassa. Del resto, evitare nuovi attacchi è fondamentale perché oltre allo stop della Blockchain questi fenomeni quando si verificano hanno anche effetti disastrosi sulla criptovaluta nativa della piattaforma Sol il cui prezzo drasticamente cala sui mercati.

Soprattutto dobbiamo ricordare che se adesso Solana presenta dei vantaggi in termini di costi rispetto ad Ethereum, quest’ultima entro luglio passerà al Proof-of-Stake, riducendo i costi delle commissioni e rendendosi più appetibile sul mercato.