Oltre le nuvole!

Icebergfinanza è un attento osservatore della realtà, un pirata che ha ancora molto da imparare dalla navigazione di questi immensi oceani finanziari.

Icebergfinanza è un attento osservatore della realtà, un pirata che ha ancora molto da imparare dalla navigazione di questi immensi oceani finanziari, ma prima di continuare con questo ennesimo poema ricco di considerazioni e di piccole luci e fari che possono aiutare a comprendere la navigazione futura, vi invito a leggere questo post del professor Hamilton su ECONBROWSER professore presso la UCLA University dal titolo " NESSUNA ROBUSTA RIPRESA" e forse allora capirete il perchè delle mie visioni.Un paio di sabati fa è apparso su " Borsa e Finanza " questo mio pezzo, che sintetizza la mia visione, accompagnato da un elogio del suo vice direttore Claudio Kaufmann che ringrazio sentitamente, unico giornale e media italiano ad aver riconosciuto il lavoro di Icebergfinanza in Italia, oltre alla redazione di TRENDONLINE la quale ha riconosciuto in maniera ancora più tangibile questa avventura proponendomi la partecipazione ad un importante avvenimento nazionale, che per varie ragioni ho sentito il dovere di declinare." Ho la sensazione di vivere in un mondo virtuale, tra Scilla e Cariddi, in attesa del destino, gorghi , mulinelli o vortici non importa. La Debt Deflation di Irving Fisher e l'elaborazione di Minsky sono quadri macroeconomici e dinamiche da manuale per aiutarci a comprendere l'orizzonte di un'economia che si appresta ad affrontare un lunghissimo periodo di crescita stagnante, con molti punti interrogativi che vanno da improvvisi sussulti ad inevitabili crolli che si alternano nel tempo. Ma al di là di una profonda deflazione da assets che ci accompagnerà per qualche anno, l'incognita inflazione è un mistero che solo la storia saprà scrivere. Dalla Depressione dell' 800, alla Grande Depressione del 1930 sino alla Lost Decade, nessuno a mai compreso sino in fondo la similitudine di un processo che inevitabilmente sarà modificato dagli interessi privati e politici. Il sistema è fallito, tecnicamente fallito e non basterà qualche artificio contabile per risolvere un problema strutturale come il debito e la leva finanziaria, che producono ricchezza dal nulla, ma poi richiedono il sacrificio del sistema economico. Nazionalizzare, in certi frangenti, è l'unica soluzione, ma non dà certezze per il futuro. Ad una produzione di massa devono corrispondere consumi di massa, ma se la distribuzione della ricchezza è iniqua e insostenibile non resta che il debito. Temo però che dopo quello che è accaduto, la "mania" sarà sostituita dalla "fobia". Sono curioso di capire come si riuscirà ad uscire da questo che chiamo sistema virtuale. C'è un'unica arma la fiducia, ma temo che il peggior pericolo possa venire da quell'oceano incontrollabile che è oggi il mercato valutario. Comunque vada, sino ad ora la lezione non è servita a nulla, anche se spero che dopo aver incendiato il bosco, si riesca ancora a coltivare la speranza in un sistema migliore."