Prima seduta della settimana in rosso a Piazza Affari, penalizzata dai titoli del comparto bancario e dalle utility. Il FTSE MIB segna -0,46%, il FTSE Italia All-Share -0,5%, il FTSE Italia Mid Cap -0,94%, il FTSE Italia STAR -0,67%.
BTP in peggioramento e spread stabile. Il rendimento del decennale segna 0,91% (chiusura precedente a 0,87%), lo spread sul Bund 102 bp (da 102) (dati MTS).
Indici azionari americani in rialzo attorno al mezzo punto percentuale dopo un avvio debole. Oggi non erano previsti dati macroeconomici rilevanti negli Stati Uniti.
A Milano titoli del comparto petrolifero in rialzo: il greggio tocca nuovi massimi pluriennali. Il future dicembre sul Brent segna 83,90 $/barile (sui massimi da ottobre 2018), il future novembre sul WTI 81,10 $/barile (sui massimi da ottobre 2014). Eni +1,25% (JP Morgan ha confermato la raccomandazione overweight sul titolo e incrementato il target da 15,50 a 16,00 euro), Tenaris +2,38%, Saipem +0,75%.
Unicredit -0,75% inverte rotta chiude negativo. L'annuncio sull'operazione Banca MPS -1,34% potrebbe arrivare in occasione del cda sui conti trimestrali previsto il 27 ottobre. Unicredit ha risolto consensualmente la controversia relativa alle operazioni di swap stipulate nel 2005 e nel 2006 con la Regione Siciliana.
In calo anche gli altri titoli del comparto con Mediobanca che perde il 3,19%, Intesa Sanpaolo -0,56%, Banco BPM -2,3% mentre Bper chiude poco oltre la parità.
Deboli le utility in scia al rialzo dei rendimenti: Hera -1,14%, Snam -1,27%, Terna -1,63%, Enel -2,47%. Su quest'ultimo titolo pesa anche la decisione di Blackrock di escludere Enel dall'ETF iShares S&P Global Clean Energy. Fuori dallo stesso ETF anche la britannica Drax (-5,29%). Balza in avanti la svizzera BKW (+6,79%) che invece è stata inserita nell'ETF.
Generali ha chiuso in rialzo di mezzo punto percentuale dopo un avvio debole. Fitch Ratings ha migliorato l'outlook sul titolo da stabile a positivo in virtù del miglioramento della leva finanziaria e della riduzione del rischio di concentrazione verso il debito sovrano italiano. Confermati i rating. La Delfin di Leonardo Del Vecchio ha ulteriormente incrementato la propria quota portandola al 5,4%. La partecipazione dell'accordo di consultazione a cui aderiscono anche Caltagirone e Fondazione Crt sale al 13,1%, sempre più vicina al 15,5% del primo azionista Mediobanca -0,3%.
Prysmian +0,31%. Il gruppo, leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l'energia e le telecomunicazioni, ha annunciato l'estensione della propria partnership con Openreach, l'azienda più grande nella gestione della rete digitale in UK, con un nuovo contratto di tre anni.
Pesante ribasso per BFF Bank (-13,7% a 7,055 euro): il titolo ha staccato un dividendo da 0,8946 euro, pari al 10,9% sul prezzo di chiusura di venerdì. Al netto dell'effetto-cedola la performance è negativa per un 2,8% circa.
SECO (+4,55) tocca un nuovo record storico in scia all'acquisizione di Garz & Fricke Group per 180 milioni di euro (165 in contanti e 15 in azioni di nuova emissione). Con questa operazione SECO diventa il più grande player europeo quotato in Borsa nel settore IoT-AI e edge computing, e il numero 3 a livello mondiale.

(AC - www.ftaonline.com)